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Processo Hydra: il pentito Cerbo sarà sentito in aula

Il 9 luglio, all'aula bunker del carcere di San Vittore, il dibattimento entrerà nel vivo con l’interrogatorio del collaboratore di giustizia detto "Scarface"

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Processo Hydra - nella foto, il carcere San Vittore

Carcere San Vittore | High Contrast — CC BY 3.0 de — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11858663)

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Nell’udienza del 2 luglio 2026, la Procura di Milano ha annunciato che l’istruttoria del processo Hydra, il maxi procedimento sul cosiddetto “Consorzio di mafie” iniziato a febbraio 2026, si aprirà direttamente con l’interrogatorio di un collaboratore di giustizia: William Alfonso Cerbo, detto “Scarface” all’aula bunker del carcere di San Vittore, ritenuto tra i più affidabili pentiti dell’inchiesta. Una scelta inconsueta, dal momento che quasi sempre il dibattimento si apre con le testimonianze della polizia giudiziaria, e che trasforma quella del 9 luglio in un’udienza dal forte impatto: sarà proprio Cerbo, il primo ad aver confermato davanti al pm Alessandra Cerreti l’esistenza dell’Unione di mafie, datandone la nascita nel 2019 a Milano, a inaugurare la fase istruttoria.

 “Si inizia con l’escussione dibattimentale di Cerbo”

L’annuncio è arrivato direttamente dalla pubblica accusa. “Il Pubblico ministero inizierà l’istruttoria con l’escussione dibattimentale del collaboratore di giustizia Cerbo William Alfonso – come riportato dalla registrazione di Radio Radicale dell’udienza – a questo proposito, Presidente, come ci eravamo impegnati dal punto di vista metodologico alla scorsa udienza, noi abbiamo delle produzioni documentali che riguardano il collaboratore di giustizia Cerbo William Alfonso, e adesso darò immediatamente la parola al collega Ferracane per illustrarle, abbiamo ovviamente un elenco“.

Il pm Cerreti ha chiesto al Tribunale di poter sentire “Scarface” in aula e non da remoto. “Escussione in presenza perché si tratta di un processo complesso. Cerbo è accusato (ed è stato già condannato in abbreviato, ndr) di far parte di questa associazione mafiosa, dovrà riferire su una serie ponderosa di fatti, è necessario che il Tribunale osservi e possa interloquire dal vivo. Tanto più che durante l’escussione gli saranno sottoposti documenti, perlopiù album fotografici, cosa decisamente difficoltosa se l’interrogatorio si svolgesse da remoto“.

Le difese non si sono opposte alla presenza del collaboratore, anzi hanno condiviso la posizione della Procura, rilevando però la necessità che anche gli imputati potessero assistere in aula.

Il processo Hydra: l’alleanza tra ‘ndrangheta, Cosa nostra e camorra

Il dibattimento sul secondo filone del maxi processo Hydra si è aperto il 19 marzo 2026, in pubblica udienza, con quarantacinque imputati rinviati a giudizio. La tesi accusatoria dei pubblici ministeri ha ricostruito l’esistenza di un’organizzazione di stampo mafioso capace di tenere contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario, ai fini di spartirsi affari e controllo del territorio. Secondo gli inquirenti, tale organizzazione costituirebbe un’alleanza strategica tra le principali organizzazioni criminali del Paese: ‘ndrangheta, Cosa nostra e camorra. Il primo filone del processo si è concluso con la condanna, da parte del Giudice dell’udienza preliminare, di 62 degli 80 imputati che avevano optato per il rito abbreviato, con 9 patteggiamenti e 11 proscioglimenti.

Il processo Hydra resta a Milano: esclusi Abbiategrasso e Busto Arsizio come parti civili

Il processo Hydra resterà a Milano. Il Tribunale ha respinto l’eccezione delle difese secondo cui il primo atto costitutivo dell’associazione mafiosa sarebbe avvenuto nel marzo 2021 a Dairago, comune che rientra nella competenza di Busto Arsizio. Il collegio si è espresso in linea con la Procura, per cui l’incontro iniziale che ha dato il via alla presunta attività del consorzio tra mafie è avvenuto nel giugno 2020 a Inveruno, nel Milanese.

Proprio Busto Arsizio torna poi nel capitolo delle parti civili, insieme ad Abbiategrasso: i giudici hanno infatti escluso, per “tardività” della richiesta, la costituzione di parte civile dei due Comuni, che dunque non potranno partecipare al processo come soggetti danneggiati. Un’esclusione che pesa in particolare per Abbiategrasso, città tutt’altro che marginale nell’inchiesta: nelle carte di Hydra vengono citati diversi summit mafiosi avvenuti sul territorio abbiatense tra il 2020 e il 2021, e tra gli imputati figurano due cittadini di Abbiategrasso, Paolo Aurelio Errante Parrino – ritenuto dagli inquirenti un collegamento diretto con Matteo Messina Denaro – e il suo autista e fiduciario Diego Cislaghi.

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