Thahar El Haddad, 55 anni, è morto nel pomeriggio del 29 giugno 2026 mentre raccoglieva angurie in un campo a Carbonara di Po, nel Mantovano. L’uomo si è accasciato sul posto: i soccorritori sono intervenuti con un’eliambulanza da Parma, un’ambulanza da Pieve di Coriano e i carabinieri di Poggio Rusco, ma i tentativi di rianimazione, protrattisi per oltre mezz’ora, non hanno avuto esito. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale civile di Mantova e la Procura ha disposto l’autopsia. I tecnici dell’Ats Val Padana sono accorsi sul luogo dell’incidente: hanno riferito che El Haddad – regolarmente assunto dall’azienda agricola “Fondo Gonzaga di Cabrini e Bernini”, con sede a Magnacavallo – si è improvvisamente accasciato mentre lavorava insieme ad altri operai. L’uomo risiedeva a Castelmassa, in provincia di Rovigo.
Intervento dei soccorsi e accertamenti
I soccorritori hanno provato a rianimarlo per oltre trenta minuti, come indicato nei rilievi. Sul posto, oltre al personale sanitario del 118, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Poggio Rusco e il personale tecnico-sanitario dell’Ats Val Padana. Le verifiche sui luoghi e sulle condizioni ambientali sono state aperte e sono in corso controlli sul rispetto delle normative sul lavoro. La Procura di Mantova ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.
L’azienda per cui lavorava El Haddad è indicata negli atti come “Fondo Gonzaga di Cabrini e Bernini”; le comunicazioni ufficiali confermano che l’uomo risultava assunto regolarmente. Non è stata ancora accertata una causa medica unica: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura un malore favorito dalle alte temperature registrate in provincia in quei giorni.
Bracciante muore al lavoro, non è un caso isolato
La morte di El Haddad arriva mentre nelle campagne del Nord si segnalano altri episodi gravi legati al caldo. In provincia di Lodi, il 23 giugno, è morto Giuseppe Vispa, 57 anni, mentre lavorava nei campi tra Ospedaletto Lodigiano e Livraga; la Flai Cgil aveva chiesto verifiche sul rispetto delle ordinanze che vietano lavori prolungati nelle ore più calde. Alcuni casi di anni precedenti sono tornati alla memoria pubblica: la vicenda di Satnam Singh, deceduto nell’agro pontino nel 2024, e il ritrovamento dei quattro braccianti pakistani carbonizzati a inizio giugno 2026 in Calabria, su cui la procura indaga per omicidio plurimo, vengono richiamati come elementi che indicano criticità nel settore.
Indagini in corso e le richieste dei sindacati
Le reazioni sindacali sono state nette. La Cgil di Mantova ha denunciato un aumento delle morti sul lavoro: “Nel mantovano siamo a tre lavoratori morti, più uno in coma per il caldo: è una strage”, ha detto Michele Orezzi, segretario generale della Cgil di Mantova. Orezzi ha definito le ordinanze anti-caldo inefficaci e ha sollevato il tema della scarsità di controlli e della persistenza di sacche di illegalità nell’agricoltura. La Flai Cgil ha chiesto ispezioni mirate e verifiche sul rispetto delle norme relative a pause e orari, secondo le comunicazioni diffuse dalle rappresentanze sindacali.
Sulla questione del caporalato e delle tutele emergono problemi già segnalati in inchieste e denunce: ogni episodio grave nei campi riapre il dibattito sui controlli, sulle condizioni contrattuali e sul rispetto delle regole durante le ore di massima insolazione. I dati citati nei dossier sindacali stimano circa 200mila lavoratori irregolari impiegati nell’agricoltura italiana, con un’incidenza intorno al 30% degli addetti; numeri che vengono utilizzati per sollecitare interventi strutturali.
Prossimi passi
L’Ats Val Padana ha dichiarato di aver avviato gli accertamenti tecnici e sanitari necessari; la Procura di Mantova ha disposto l’autopsia sul corpo di El Haddad per stabilire con precisione la causa della morte. Le verifiche sul rispetto delle normative sul lavoro proseguiranno nelle prossime ore, hanno riferito gli uffici coinvolti.
