La vicenda giudiziaria che riguarda Cesare Battisti torna davanti al Tribunale di Sorveglianza, con un nuovo passaggio fissato per metà luglio, dopo il rigetto della richiesta dell’ex militante dei Pac di poter incontrare il figlio minorenne al di fuori del carcere. Il caso riaccende il dibattito sui limiti dei benefici penitenziari e sulle motivazioni alla base del diniego.
Udienza fissata il 16 luglio sul reclamo
Il Tribunale di Sorveglianza di Genova ha fissato per il 16 luglio la discussione del reclamo presentato dai legali di Cesare Battisti. L’ex membro dei Pac, condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni Settanta, aveva richiesto la possibilità di incontrare il figlio minorenne per due ore fuori dall’istituto penitenziario di Massa, in un contesto controllato.
La richiesta era stata respinta dal magistrato di Sorveglianza con una decisione datata 28 aprile, motivata dal rischio di evasione. Nonostante l’uomo abbia riconosciuto le proprie responsabilità e abbia già scontato oltre 17 anni di pena, il giudice ha ritenuto prevalente il profilo di sicurezza.
Il diniego e i pareri contrari delle autorità
Alla base del mancato accoglimento dell’istanza vi sono anche i pareri negativi espressi dalla Direzione centrale di polizia di prevenzione del Ministero dell’Interno e dalla Dia, che hanno contribuito a rafforzare la posizione contraria al permesso.
La richiesta riguardava un’uscita di due ore dal carcere per poter incontrare il figlio in un ambiente diverso dalla struttura detentiva. Battisti, oggi ultrasettantenne, aveva presentato l’istanza dopo aver ottenuto il ricongiungimento familiare con la moglie e il figlio, arrivati dal Brasile dopo l’estradizione.
La richiesta di Cesare Battisti
Arrestato in Bolivia nel gennaio 2019 dopo 37 anni di latitanza trascorsi in gran parte in Brasile, Battisti è stato consegnato all’Italia per scontare la condanna definitiva per i quattro omicidi risalenti agli anni Settanta.
Dopo il rientro in Italia, la sua famiglia lo ha raggiunto e l’ex militante ha avanzato la richiesta di poter esercitare i benefici previsti dalla legge, con particolare riferimento alla possibilità di vedere il figlio in condizioni di maggiore libertà.
In una lettera, Battisti ha sottolineato il desiderio di poter trascorrere anche solo poche ore con il bambino, descrivendo l’incontro come un’occasione per restituirgli una normalità affettiva, almeno per un breve momento.
Il commento dei legali di Cesare Battisti
I suoi avvocati, Davide Steccanella e Marina Properi, hanno presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Genova, ottenendo la fissazione dell’udienza del 16 luglio. Il legale storico dell’ex Pac ha criticato duramente la decisione di rigetto, definendola incomprensibile e sproporzionata.
Secondo la difesa, non sussisterebbero le condizioni che giustificherebbero un pericolo di evasione, anche considerando l’età del detenuto e la distanza temporale dagli ultimi fatti contestati. Da qui l’accusa di un provvedimento giudicato eccessivamente restrittivo, che ora sarà oggetto di valutazione da parte del tribunale competente.
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