La capotreno del Frecciarossa 8882 è stata aggredita alla stazione di Milano Lambrate mentre il convoglio era fermo per un guasto tecnico durante il servizio serale. L’uomo l’ha afferrata per la divisa, l’ha scaraventata a terra e l’ha colpita al volto, mettendosi a cavalcioni per immobilizzarla. Alcuni passeggeri sono intervenuti e hanno interrotto l’azione, ma l’aggressore è riuscito a fuggire approfittando di una porta del treno rimasta aperta, prima che le forze dell’ordine presenti in stazione potessero identificarlo.
I viaggiatori che hanno bloccato l’aggressione hanno fornito agli agenti un primo resoconto su quanto visto, utile per la ricostruzione della dinamica. La lavoratrice è stata soccorsa a bordo: i sanitari arrivati a Lambrate le hanno prestato le prime cure, senza che nelle comunicazioni ufficiali siano stati diffusi dettagli aggiornati sul suo quadro clinico.
Dinamica dell’aggressione e fuga del passeggero
Il treno era in sosta per la gestione del guasto tecnico quando l’addetta di bordo è stata avvicinata e poi colpita. Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha agito in modo repentino: prima l’impugnatura della divisa, poi la spinta a terra e i colpi al volto, fino al tentativo di immobilizzazione. La reazione dei passeggeri ha interrotto la violenza e ha messo in sicurezza la capotreno, ma non ha impedito all’uomo di dileguarsi utilizzando un’uscita rimasta accessibile.
L’assenza di un’identificazione immediata ha complicato i primi accertamenti. La fuga si è consumata in pochi istanti, mentre sul marciapiede erano presenti unità delle forze dell’ordine impegnate nelle attività di stazione. La priorità è rimasta l’assistenza alla lavoratrice e la raccolta delle testimonianze dei viaggiatori che hanno assistito o sono intervenuti.
Le richieste dei sindacati e le frasi chiave
Carmelo Minniti, segretario generale di Uil Trasporti Lombardia, ha definito l’episodio «l’ennesimo episodio di violenza» e ha richiamato l’attenzione sulla tutela del personale di bordo. «Il personale ferroviario non può continuare a svolgere il proprio dovere con la paura di essere aggredito, ospedalizzato o peggio», ha affermato, chiedendo misure concrete e verificabili su convogli e stazioni.
Antonio Albrizio, segretario generale della Uil Lombardia, ha aggiunto che «la tolleranza della Uil è finita» e ha sottolineato come le aggressioni ai lavoratori siano «in costante crescita». Albrizio ha rimarcato che molti episodi non vengono denunciati e quindi non compaiono nelle statistiche ufficiali, sollecitando una presa in carico con responsabilità condivise tra istituzioni, aziende e autorità competenti.
Nella denuncia presentata dai sindacati si parla espressamente di una «cronica carenza di presidi di sicurezza efficaci» e di una «lentezza… nei protocolli di gestione delle emergenze tecniche». Secondo Uil Trasporti Lombardia, questi fattori espongono il personale a reazioni violente dell’utenza nelle fasi più delicate di gestione dei guasti e delle ripartenze. Il sindacato ha annunciato la volontà di promuovere iniziative di mobilitazione qualora non vengano adottate contromisure ritenute adeguate e ha inserito il tema all’ordine del giorno dei prossimi incontri con le rappresentanze aziendali.
Indagini e prossimi passi operativi
Sul fronte investigativo la polizia ferroviaria è incaricata di visionare le immagini della videosorveglianza e di raccogliere in modo sistematico le testimonianze dei presenti. Al momento non è stata indicata una tempistica per l’eventuale identificazione dell’uomo in fuga né sono arrivati aggiornamenti sulle condizioni della capotreno oltre il primo soccorso prestato a bordo.
Parallelamente, le sigle di categoria hanno formalizzato la denuncia e chiesto un confronto urgente su procedure di sicurezza e presenza di presidi nei principali nodi ferroviari. Uil Trasporti Lombardia ha fatto sapere che porterà il dossier alle autorità locali competenti e alle rappresentanze aziendali; in assenza di risposte considerate efficaci, il tema verrà portato in iniziative pubbliche e in assemblee con il personale.
La denuncia sindacale è stata consegnata alle autorità competenti, mentre gli investigatori proseguono l’analisi dei filmati e l’ascolto dei testimoni per definire l’identikit dell’aggressore e la sequenza completa dei fatti.
