Il ritorno più clamoroso nella storia recente del tennis sta per consumarsi sui campi dell’All England Club. A 44 anni e con ben 23 titoli Slam in bacheca, Serena Williams ha ottenuto una wild card per partecipare nuovamente a Wimbledon, il torneo che ha già conquistato per sette volte in carriera. La campionessa statunitense, oggi madre e miliardaria, debutterà sul campo centrale contro la giovanissima australiana Maya Joint. Un rientro fortemente voluto, che oltre alla partecipazione nel tabellone di singolare la vedrà fare coppia nel doppio insieme alla sorella Venus, per una sfida nostalgica contro il tempo.
La perdita di peso e il dibattito scientifico sui farmaci GLP-1
Accanto all’entusiasmo dei tifosi e degli sponsor, il ritorno nel circuito di Serena Williams ha sollevato inevitabili polemiche e scetticismo tra gli addetti ai lavori. Al centro del dibattito c’è l’uso sbandierato da parte dell’atleta dei farmaci GLP-1, molecole nate per il trattamento del diabete e dell’obesità che le hanno permesso di perdere 14 chili. La tennista è diventata ambassador di una piattaforma di telemedicina americana, alimentando i sospetti di un presunto “doping metabolico”. Sebbene queste sostanze non siano attualmente inserite nella lista nera della Wada, la comunità scientifica interviene spesso per monitorare i loro reali effetti sulle prestazioni fisiche.
Le dure critiche ai protocolli antidoping e lo scetticismo dei colleghi
A innescare ulteriori tensioni sono state le recenti dichiarazioni della giocatrice riguardo ai rigidi protocolli di reperibilità dell’agenzia antidoping, da lei definiti estenuanti e poco professionali per una madre lavoratrice. Le lamentele di Serena Williams hanno ricevuto l’immediata replica dell’Itia, che ha prontamente smentito l’esistenza di sanzioni al di fuori delle finestre temporali concordate. Nel frattempo, l’ex campionessa azzurra Flavia Pennetta ha espresso forti perplessità sul rientro della collega, dichiarando che un cammino troppo avanzato dell’americana nel torneo non offrirebbe una grande immagine per l’attuale livello del tennis femminile mondiale.
