Una decisione storica è stata ufficializzata nelle ultime ore da Londra: dopo quasi due secoli, Buckingham Palace non sarà più la dimora stabile dei sovrani britannici. Re Carlo III ha infatti scelto di rompere con la tradizione secolare che legava la corona al celebre palazzo fin dal 1837. La decisione, maturata durante un periodo di trasferimenti forzati dovuti a profondi lavori di ristrutturazione interni, ha un obiettivo prevalentemente economico e strategico: trasformare il palazzo simbolo della monarchia in un polo d’attrazione turistica senza precedenti a livello mondiale.
Il trasloco a di Re Carlo III a Clarence House e la gestione delle aree pubbliche
I sovrani britannici hanno stabilito di trasferire la loro residenza ufficiale a Clarence House, la storica dimora della Regina Madre dove Re Carlo viveva già dal 2003. Il colossale complesso da 775 stanze di Buckingham Palace, nato nel 1703 come modesta dimora di campagna per il Duca di Buckingham, manterrà esclusivamente la funzione di edificio di rappresentanza per le grandi cerimonie di Stato. La scelta della casa reale mira ad abbattere le rigide restrizioni di sicurezza che scattavano automaticamente quando il monarca si trovava all’interno della struttura, limitando fortemente i flussi di visitatori e l’accesso alle aree espositive più prestigiose.
Il futuro del turismo reale e l’accesso agli appartamenti privati
Nonostante il trasferimento, la nota della corona specifica che Re Carlo e la regina Camilla manterranno il pieno controllo e il libero accesso ai propri appartamenti privati all’interno del palazzo, dove potranno ritirarsi durante le intense giornate lavorative. Inoltre, i reali non escludono di poter tornare ad abitare stabilmente lo storico edificio in futuro. Nel frattempo, Buckingham Palace rimarrà la sede centrale di ricevimenti ufficiali ed eventi di Stato, offrendo però ai circa un milione di turisti annuali la possibilità di esplorare aree prima inaccessibili, dai corridoi d’arte ai celebri giardini reali.
