A Ceriale, il 20 giugno, un diciannovenne ha diffuso un audio sui social.
Nell’incidente è morta Sofia Barberi, 23 anni.
Nel messaggio il ragazzo ha respinto le richieste di scuse, ha pronunciato minacce dirette contro chi lo aveva criticato ed è il terzo audio che ha diffuso nei giorni successivi all’incidente.
Nel file audio il diciannovenne dice «Io dovrei chiedere scusa? E perché?», richiama l’episodio di presunti scontri sotto casa e pronuncia la frase che ha riacceso le polemiche: «Siete fortunati perché voglio bene alla mia famiglia. Sennò vengo lì e vi sparo a tutti».
I post diffusi nei giorni scorsi mostrano che il primo video, girato poche ore dopo lo scontro, ritraeva il giovane mentre commentava la scena; quel filmato ha poi generato altri clip, alcuni rimossi dopo la chiusura degli account che li ospitavano.
“Vi sparo a tutti quanti”
Tutti i video pubblicati dal 19enne marocchino, nato e cresciuto in Italia, che era a bordo come passeggero dell’auto che ha travolto e ucciso la 23enne Sofia Barberi. pic.twitter.com/sKWv7b0thg
— Francesca Totolo (@fratotolo2) June 24, 2026
Un video dall’aeroporto di Malpensa, pubblicato mentre il ragazzo si imbarcava su un volo diretto nei Paesi Bassi, lo mostra ridere e dire che l’incidente aveva «rovinato» i suoi piani in Italia. Dopo l’imbarco l’account ha interrotto le pubblicazioni e non risultano tracce pubbliche certe dei suoi spostamenti successivi.
Reazione della famiglia: scuse e allontanamento
Il padre e lo zio del ragazzo hanno chiesto scusa per i video e hanno definito la registrazione «ignobile». «È un asino, ha sbagliato. Siamo qui in Italia da 40 anni, integrati nella società, e lui ci ha fatto vergognare», hanno dichiarato i parenti, che hanno aggiunto di aver allontanato il ragazzo dall’abitazione familiare dopo la diffusione dei filmati.
I profili e le pagine che avevano rilanciato i contenuti sono stati segnalati e sono state richieste rimozioni: alcune clip sono state effettivamente cancellate dalle piattaforme dopo la chiusura di account. Diverse pagine e profili hanno rilanciato i materiali nei giorni successivi alla diffusione iniziale.
La sequenza di pubblicazioni e rimozioni ha spinto i familiari a prendere pubblicamente le distanze: l’ultima misura comunicata dai parenti è l’allontanamento del ragazzo dall’abitazione.
Al momento i familiari hanno allontanato il ragazzo dall’abitazione.
