Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro in un atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street. L’uscita di scena Starmer, travolto dall’impopolarità e dal crollo di consensi anche all’interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham. L’ormai ex primo ministro era apparso ormai politicamente isolato dopo la pesante vittoria del suo storico rivale interno al partito, Andy Burnham, in una recente elezione suppletiva. Nonostante le dichiarazioni di resistenza dei giorni scorsi, la pressione interna al Partito Laburista è diventata insostenibile nel fine settimana.
Starmer, la rivolta dei ministri e la fronda parlamentare a Westminster
A spingere Starmer verso l’addio a Downing Street sarebbero state figure di primissimo piano del suo stesso esecutivo. Secondo l’emittente Sky News, persino la ministra degli Esteri Yvette Cooper lo avrebbe sollecitato a fissare una data precisa per il passo indietro. La fronda conta ormai l’appoggio di oltre 100 deputati laburisti, circa un quarto dell’intero gruppo parlamentare. Fonti giornalistiche autorevoli, tra cui il Guardian e la BBC, avevano confermato che i segnali di un imminente discorso alla nazione si stavano moltiplicando, delineando uno scenario di capitolazione politica inevitabile per il capo del governo.
L’ascesa di Andy Burnham verso Downing Street
Il grande favorito per la successione è proprio Andy Burnham, il cui insediamento ufficiale come deputato a Westminster è previsto nelle prossime ore. Questo passaggio formale è lo snodo istituzionale indispensabile per permettergli di correre per la leadership del partito e, successivamente, per la guida del Paese. Sebbene il Financial Times riportasse le dichiarazioni di un alleato di Starmer secondo cui nessuna decisione definitiva sarebbe ancora presa, l’opinione pubblica e gli analisti hanno considerato le dimissioni come l’unico esito possibile di una crisi interna ormai irreversibile. E lo stesso Starmer ha infatti ufficialmente annunciato la fine del proprio capitolo come primo ministro.
