Le voci sulle possibili dimissioni di Keir Starmer si fanno sempre più insistenti nel Regno Unito e ora arrivano anche le parole di Donald Trump ad alimentare il dibattito politico. Il presidente americano, intervenendo sul suo social Truth, ha sostenuto che il premier britannico sarebbe ormai vicino a lasciare l’incarico, attribuendo la situazione ai risultati ottenuti dal suo governo su alcuni dei temi più delicati per l’opinione pubblica.
L’attacco di Trump a Starmer
Donald Trump non ha usato mezzi termini nel commentare la situazione politica oltremanica. Attraverso un messaggio pubblicato su Truth, il leader repubblicano ha affermato di ritenere imminenti le dimissioni di Keir Starmer.
Secondo Trump, il primo ministro laburista avrebbe fallito su due questioni considerate centrali dagli elettori britannici: la gestione dell’immigrazione e le politiche energetiche. Pur formulando un augurio personale nei confronti del premier, il giudizio politico espresso dal presidente statunitense è stato particolarmente severo.
Le indiscrezioni sulle dimissioni
Nel frattempo, a Londra cresce l’attesa per una possibile svolta. Diverse indiscrezioni circolate nelle ultime ore indicano che Starmer starebbe valutando concretamente l’ipotesi di lasciare la guida del governo e del Partito Laburista.
Secondo quanto riportato da diversi media britannici, l’annuncio potrebbe arrivare già nelle prossime ore. L’ipotesi più accreditata è quella di una tabella di marcia per un passaggio di consegne concordato che consentirebbe di individuare rapidamente il successore alla guida dell’esecutivo.
Le parole del ministro Peter Kyle
A dare ulteriore peso alle indiscrezioni sono state le dichiarazioni di Peter Kyle, ministro delle Attività Produttive e considerato uno dei collaboratori più vicini a Starmer.
Intervistato dalla BBC, Kyle ha ammesso che il premier sta riflettendo sulle nuove condizioni politiche maturate nel Paese. Il ministro ha evitato per due volte di escludere esplicitamente che un annuncio possa arrivare già nella giornata di domani, contribuendo così ad alimentare le speculazioni sul futuro del leader laburista.
Un weekend decisivo a Chequers
Secondo Sky News Uk, Starmer starebbe trascorrendo il fine settimana nella residenza ufficiale di campagna di Chequers insieme alla moglie Victoria, dedicando questi giorni a una fase di riflessione particolarmente delicata.
Nelle ultime ore avrebbe avuto numerosi colloqui con membri del governo e rappresentanti sindacali vicini al Labour. Molti degli interlocutori consultati sarebbero ormai convinti che la sua esperienza alla guida dell’esecutivo sia arrivata al capolinea.
Le pressioni interne al governo Starmer
Le richieste di un passo indietro non arriverebbero soltanto dalla base del partito. Tra coloro che invitano Starmer a prendere una decisione rapida figurerebbero anche alcuni dei nomi più influenti del suo governo.
Tra questi vengono indicati la ministra degli Esteri Yvette Cooper, la titolare dell’Interno Shabana Mahmood, la ministra dei Trasporti Heidi Alexander e il responsabile dell’Energia Ed Miliband. Tutti sarebbero favorevoli a una soluzione veloce per evitare il rischio di una sfiducia interna da parte dello stesso gruppo parlamentare laburista.
Perché Starmer è in difficoltà
La crisi politica che coinvolge il premier nasce da una combinazione di fattori. A pesare sono innanzitutto il calo di popolarità personale e le critiche ai risultati ottenuti dal governo in meno di due anni dalla vittoria elettorale del luglio 2024.
A complicare ulteriormente il quadro hanno contribuito alcune polemiche, tra cui quella legata alla nomina di lord Peter Mandelson come ambasciatore nel Regno Unito negli Stati Uniti, e soprattutto la pesante sconfitta subita dal Labour nelle elezioni amministrative del 7 maggio.
L’ascesa di Andy Burnham
Sul destino di Starmer sembra però incidere soprattutto la crescita politica di Andy Burnham. L’ex sindaco di Manchester è tornato alla Camera dei Comuni grazie alla vittoria ottenuta nel collegio di Makerfield durante l’elezione suppletiva della scorsa settimana.
Burnham, esponente laburista considerato leggermente più progressista rispetto a Starmer, ha inoltre ottenuto un importante successo politico riuscendo a frenare, almeno nel suo collegio, l’avanzata di Reform Uk, il partito anti-immigrazione guidato da Nigel Farage che da mesi guida numerosi sondaggi nazionali.
Un successore già favorito
Formalmente la successione alla guida del Labour dovrebbe passare attraverso una competizione aperta tra più candidati. Tuttavia, il quadro attuale sembra favorire nettamente Burnham.
Oltre a godere di un forte consenso tra gli iscritti al partito, l’ex sindaco potrebbe contare, secondo stime riportate dal Guardian, sull’appoggio di circa 300 dei 403 deputati laburisti. Un sostegno così ampio rischierebbe di scoraggiare la candidatura di altri possibili concorrenti.
Tra questi viene citato Wes Streeting, ex ministro e figura associata alla corrente blairiana del partito, che secondo alcuni osservatori potrebbe scegliere di sostenere Burnham in cambio di un ruolo di primo piano nel futuro governo.
Con Trump che già pronostica la fine politica di Starmer e le pressioni interne sempre più forti, le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per il futuro del Regno Unito e del Partito Laburista.
