L’accordo tra Usa e Iran sarebbe stato firmata in forma digitale nel corso del fine settimana. A riferirlo è il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, che ha parlato di un’intesa già formalizzata nei suoi aspetti essenziali, anche se il testo completo non è ancora stato diffuso e diversi passaggi chiave restano oggetto di versioni divergenti tra Washington e le altre parti coinvolte.
La versione di Vance sull’accordo tra Usa e Iran
Secondo quanto dichiarato da Vance, l’accordo sarebbe stato sottoscritto elettronicamente nei giorni scorsi e avrebbe già valore operativo. Il vicepresidente ha inoltre sottolineato che non è stato disposto alcun trasferimento di fondi verso Teheran e che questa condizione, a suo dire, non cambierà.
Le sue parole puntano a descrivere un’intesa già consolidata sul piano formale, anche se senza la pubblicazione ufficiale del documento restano margini di incertezza sull’effettiva portata giuridica dell’accordo.
Il presidente Donald Trump ha invece annunciato una cerimonia di firma ufficiale prevista in Svizzera per venerdì. Secondo quanto emerso, alcune misure contenute nell’intesa, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz, entrerebbero in vigore solo dopo la firma formale. Una tempistica che apre un evidente scarto interpretativo rispetto alla lettura fornita da Vance.
Hormuz e fondi congelati: i punti ancora senza certezze
Il testo dell’accordo non è stato pubblicato e, secondo diverse fonti citate nei resoconti giornalistici, permangono versioni non coincidenti sui passaggi operativi successivi.
Alcune agenzie vicine all’Iran riferiscono che Teheran avrebbe accettato il transito gratuito nello Stretto di Hormuz per un periodo di 60 giorni, prima di reintrodurre eventuali tariffe. Dall’altra parte, la Casa Bianca insiste sull’ipotesi di una riapertura stabile e senza pedaggi permanenti.
Resta inoltre aperto il nodo dei fondi: l’Iran avrebbe chiesto lo sblocco di miliardi di dollari congelati come condizione per proseguire il percorso negoziale, mentre Washington ribadisce che nessun pagamento verrà autorizzato senza impegni verificabili.
Accordo tra Usa e Iran: i punti da chiarire
Fonti del governo iraniano, attraverso portavoce e media statali, hanno fatto sapere che ulteriori dettagli sul meccanismo di attuazione dell’intesa e sulle eventuali visite diplomatiche nella regione saranno comunicati nelle prossime ore.
Uno dei punti più delicati riguarda la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, area strategica per il transito energetico globale. Secondo i resoconti delle trattative, durante il conflitto l’area sarebbe stata minata e la rimozione degli ordigni rappresenterebbe una delle condizioni necessarie per garantire il ritorno a un traffico regolare delle navi.
Si tratta di un nodo operativo cruciale che si intreccia direttamente con la stabilità economica e logistica dell’intera regione.
Le reazioni politiche
Le prime reazioni all’annuncio sono state miste: alcuni osservatori hanno accolto positivamente l’intesa, mentre diverse figure politiche, sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale, chiedono la pubblicazione immediata del Memorandum d’intesa per chiarire i punti ancora ambigui.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha fatto sapere che il testo dovrebbe essere reso pubblico nei prossimi giorni, mentre i negoziati tecnici proseguono per definire modalità e tempi di applicazione.
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