A San Stino di Livenza, il 14 giugno 2026, Chiara Guerra, 53 anni, è stata uccisa dal nipote di 17 anni.
Il ragazzo ha detto agli investigatori di averla accoltellata dopo una lite per una presunta eredità. I carabinieri hanno confermato che il ferimento mortale è avvenuto nel primo pomeriggio in una legnaia adiacente all’abitazione; la confessione notturna ha portato a ispezioni nella tenuta di famiglia, al sequestro della legnaia e dell’abitazione e all’avvio delle ricerche del corpo e dell’arma nel canale Malgher.
L’omicidio di Chiara Guerra: i dettagli
Fonti investigative riferiscono che il giovane presenta un polso fratturato e ferite superficiali al volto e al corpo; il medico legale Antonello Cirnelli è stato chiamato dalla Procura di Pordenone, inizialmente titolare delle indagini, per valutare le condizioni del ragazzo e le lesioni riportate. Nella prima fase degli accertamenti il 17enne aveva fornito versioni diverse, sostenendo in un primo momento di essersi procurato la frattura cadendo autonomamente; nelle ore successive, davanti al pubblico ministero e ai carabinieri, ha ritrattato e ha ammesso il coinvolgimento nella morte della zia.
La Procura di Pordenone ha aperto un fascicolo per omicidio e ha poi trasmesso gli atti alla Procura per i minorenni di Trieste, come previsto per l’età dell’indagato. Sono in corso rilievi tecnici e accertamenti sul materiale biologico repertato, oltre ad audizioni di altri familiari.
Ricerche nel canale Malgher: sommozzatori, droni e unità cinofile
I sommozzatori dei Vigili del Fuoco stanno scandagliando il canale Malgher alla ricerca del corpo e del possibile coltello; le ricerche coinvolgono anche droni e unità cinofile lungo gli argini e nei punti di congiunzione con altri corsi d’acqua. L’allarme per la scomparsa di Guerra era stato lanciato nel tardo pomeriggio di ieri da un’amica che non riusciva a contattarla da oltre 48 ore; l’ultima comunicazione riconducibile alla donna risale all’ora di pranzo di giovedì, quando era ancora raggiungibile al cellulare.
I carabinieri hanno ricostruito la dinamica che ha portato al fermo e alla contestazione di gravi indizi a carico del 17enne; le verifiche proseguono con rilievi e accertamenti tecnici.
