La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta dello Stato dell’Alabama di eseguire Jeffery Lee con gas di azoto, poche ore prima dell’orario fissato per le 18:00 locali.
La decisione segue il blocco disposto da due corti inferiori, che avevano ritenuto probabile che il metodo violi il divieto costituzionale di punizioni crudeli e inusuali, e arriva dopo il ricorso d’urgenza presentato dallo Stato.
L’ordine d’emergenza della Corte è una breve disposizione non firmata; i giudici Clarence Thomas, Samuel Alito e Neil Gorsuch hanno espresso dissenso, mentre in precedenza un giudice federale aveva emesso un divieto permanente dopo un processo senza giuria ad aprile; dall’inizio del 2024 l’Alabama ha già impiegato il gas di azoto in sette esecuzioni.
Le due istanze della Corte Suprema
Prima che lo Stato si rivolvesse alla Corte Suprema, due istanze giudiziarie avevano temporaneamente bloccato l’uso del gas. Un giudice federale ha quindi emesso un divieto permanente dopo il processo di aprile, nel corso del quale esperti e testimoni hanno deposto contro il metodo. La corte che ha disposto il divieto ha richiamato le testimonianze e le prove presentate in quell’udienza, come ricostruito dai media statunitensi.
L’ordine della Corte Suprema non affronta direttamente le argomentazioni scientifiche sull’effetto della respirazione di azoto puro fino all’asfissia; i resoconti processuali, però, segnalano che il dibattito in aula ha incluso valutazioni sul fatto che il metodo potrebbe produrre “severe air hunger” e altre reazioni fisiologiche prima della morte.
Il caso di Jeffery Lee: condanna e iter giudiziario
Jeffery Lee è stato condannato per gli omicidi commessi nel 1998 durante una rapina in un negozio di pegni. Nei documenti citati si ricostruisce che una giuria aveva raccomandato l’ergastolo, ma un giudice annullò quella raccomandazione e inflisse la pena capitale in base al meccanismo del judicial override, una procedura poi abolita. Lee è rimasto nel braccio della morte per oltre vent’anni.
Lo Stato aveva fissato l’esecuzione per le 18:00 locali; giovedì ha depositato l’ordine di emergenza alla Corte Suprema nelle ore precedenti. Dopo il rifiuto del ricorso, lo Stato mantiene la possibilità di chiedere l’applicazione di un metodo alternativo rispetto al gas di azoto.
I documenti di procedimento e i resoconti giudiziari mostrano un iter segnato da ordini cautelari, dispute sul nuovo metodo esecutivo e ricorsi davanti a corti federali e statali.
Reazioni ufficiali e le opzioni proceduralmente disponibili allo Stato
L’ufficio del procuratore generale dell’Alabama ha definito l’interruzione dell’esecuzione una “un aborto alla giustizia”, per lo Stato e per le famiglie delle vittime. In una dichiarazione attribuita al procuratore generale Steve Marshall, lo Stato ha affermato di essere “pronto a fare tutto il necessario per vedere eseguita la legittima sentenza del signor Lee“, frase riportata nei comunicati.
Il governo statale può ancora sollecitare l’applicazione di una diversa procedura esecutiva; al momento non è stato annunciato un nuovo calendario né è stata comunicata la scelta di un metodo alternativo. Le corti federali e statali saranno i luoghi in cui dovranno essere decise eventuali future richieste dello Stato.
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