A Roma, all’assemblea annuale di Confcommercio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito alcuni dei principali obiettivi economici del governo, dal taglio della pressione fiscale al sostegno delle imprese e del commercio di prossimità. Un intervento che arriva nel giorno in cui Confcommercio celebra gli 80 anni dalla sua fondazione e in un momento delicato per l’economia internazionale, tra tensioni geopolitiche, dazi e rallentamento della crescita globale.
Nel suo discorso davanti agli imprenditori del terziario, Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti dal governo sul fronte dell’occupazione e della stabilità economica, sottolineando la volontà di proseguire nel percorso di riduzione delle tasse, con particolare attenzione al ceto medio e alle attività produttive
“Vogliamo ridurre ancora il carico fiscale sul ceto medio”
Tra i temi centrali del discorso c’è stata la fiscalità. Meloni ha confermato la volontà dell’esecutivo di proseguire sulla strada della riduzione della pressione fiscale, con particolare attenzione al ceto medio.
“Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio”, ha dichiarato la premier, rivendicando il percorso avviato dal governo sul fronte della riforma fiscale.
Nel suo intervento non è mancato un riferimento alle proposte avanzate dalle opposizioni. “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi vogliamo aiutare chi produce ricchezza”, ha affermato Meloni, ribadendo la contrarietà dell’esecutivo a nuove forme di imposizione patrimoniale.
“Le regole si rispettano”
La presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema della legalità economica e della concorrenza tra imprese.
“L’Italia non è la Repubblica delle banane. Le regole si rispettano”, ha detto dal palco di Confcommercio, sottolineando l’importanza di garantire condizioni eque per tutte le attività economiche.
Il riferimento è andato anche ai fenomeni di abusivismo e alle attività cosiddette “apri e chiudi”, che secondo il governo rischiano di penalizzare chi opera nel rispetto delle norme e degli obblighi fiscali.
“Ogni serranda alzata è una luce”
Uno dei passaggi più apprezzati del discorso ha riguardato il ruolo dei negozi e delle attività commerciali nei quartieri e nei centri urbani.
“Ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza”, ha affermato Meloni.
La premier ha poi sottolineato il valore sociale del commercio di prossimità: “È presidio di sicurezza, di socialità e di comunità, qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire”.
Parole che si inseriscono nel dibattito sul progressivo calo dei negozi tradizionali nelle città italiane e sulla necessità di sostenere le attività che contribuiscono alla vitalità economica e sociale dei territori.
Giovani, natalità e il rischio dell’intelligenza artificiale
Nel suo intervento la premier ha allargato il ragionamento anche alle sfide strutturali che attendono il Paese.
“Abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni”, ha spiegato, sottolineando la necessità di creare maggiori opportunità lavorative e di affrontare il problema del calo demografico, definito uno dei principali ostacoli alla crescita economica futura.
Spazio anche all’intelligenza artificiale. Secondo Meloni, la rivoluzione tecnologica in corso rischia di avere conseguenze profonde sul mercato del lavoro.
“La tecnologia può avere sul mercato del lavoro un impatto imponderabile. Finora veniva sostituito soprattutto il lavoro fisico, oggi rischia di essere sostituito il lavoro di intelletto”. Per questo, ha concluso, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale non può essere affrontata solo a livello nazionale, ma richiede un coordinamento internazionale.
L’intervento si è chiuso con una difesa del ruolo delle imprese e del commercio come motori della crescita italiana, in una fase economica che resta segnata da incertezze globali ma che, secondo il governo, presenta ancora fondamentali solidi e margini di sviluppo.
