8 giugno 2026 – Un uomo di 37 anni, palestinese, è stato arrestato a Creta. Le autorità greche lo accusano di terrorismo, in particolare di avere legami con Hamas e di aver ricevuto addestramento all’estero per fabbricare degli esplosivi.
L’arresto in Grecia e le accuse di terrorismo
L’arrestato, originario della Striscia di Gaza, lavorava come elettricista stagionale in un hotel di Agios Nikolaos, nella parte orientale dell’isola. La notizia sul suo arresto, diffusa dall’agenzia Ana-mpa, ha subito acceso i riflettori degli esperti di sicurezza in tutta Europa. Stando a quanto riportano fonti giornalistiche greche, l’uomo avrebbe passato l’ultimo anno in Malesia per un addestramento specializzato sull’uso di esplosivi. Durante quel periodo sarebbe stato in contatto con un altro individuo, arrestato poi a Cipro e accusato degli stessi reati. L’addestramento all’estero viene considerato un elemento chiave nelle attività terroristiche, soprattutto quando riguarda la fabbricazione di ordigni.
Le indagini sul legame diretto con Hamas in realtà non sono confermate e non lo è neanche il periodo passato all’estero ad addestrarsi.
I materiali per ordigni trovati nell’appartamento dell’uomo
Nell’appartamento ateniese dell’uomo è scattata poi una perquisizione che ha portato al sequestro di oggetti potenzialmente utilizzabili per costruire esplosivi. Tra questi, una bilancia di precisione e un misurino di vetro, entrambi acquistati di recente e ancora sigillati nelle confezioni originali.
Strumenti comuni in molti ambienti, ma che per le autorità greche hanno assunto una portata diversa: la misurazione precisa di sostanze chimiche è infatti tipica nella preparazione di esplosivi artigianali. La scoperta rafforzerebbe le ipotesi che l’uomo avesse intenzioni terroristiche.
La posizione legale dell’arrestato per terrorismo in Grecia
Fonti vicine all’inchiesta, tra cui il quotidiano Kathimerini, raccontano che l’uomo non aveva mai dato segnali sospetti durante il lavoro stagionale in hotel. Nessun collega, nessun superiore, nessun vicino aveva segnalato comportamenti anomali o atteggiamenti che potessero destare preoccupazione. All’esterno appariva come un lavoratore regolare, integrato nel tessuto produttivo locale, impegnato nelle mansioni quotidiane di un elettricista stagionale. Nonostante ciò, gli investigatori lo consideravano una “potenziale minaccia” sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, condotte evidentemente in modo silenzioso e prolungato nel tempo.
L’uomo è stato trasferito ad Atene e sarà interrogato nella giornata dell’8 giugno 2026 dagli inquirenti greci. Si tratta di un passaggio cruciale nell’iter giudiziario: l’interrogatorio rappresenta il momento in cui l’indagato potrà rispondere formalmente alle accuse e, attraverso i propri legali, presentare la propria versione dei fatti. La difesa avrà il compito non facile di smontare un impianto accusatorio che, almeno sulla carta, si presenta articolato su vari livelli.
