5 giugno 2026 – Alcune marche di sigarette tradizionali hanno visto un aumento di prezzo, seppur contenuto, tra 10 e 20 centesimi a pacchetto. Allo stesso tempo, i prezzi degli stick per sigarette elettroniche a tabacco riscaldato scendono, con un taglio di circa 50 centesimi per confezione.
I prezzi delle sigarette tradizionali non accennano a fermarsi
L’aumento interessa sei tipi di sigarette classiche, soprattutto i marchi Elixyr e Che. Per Elixyr, le varianti Red, Blue, Plus e Plus X-Type salgono di 10 centesimi, portando il prezzo a circa 5,30 euro a pacchetto. Per Che, invece, l’aumento è più deciso, 20 centesimi in più, con il prezzo che si avvicina ai 5,40 euro, compresa la versione Che Original Blue. Questi rincari sono l’ultimo step di una serie di aumenti quasi mensili, partiti a gennaio, seguendo la legge di bilancio approvata dall’attuale governo.
Dietro a questi rincari c’è un piano studiato per alzare gradualmente le accise sul tabacco, evitando scossoni improvvisi per consumatori e industrie. L’obiettivo è anche anticipare possibili cambiamenti europei sulle tasse al tabacco, ora al vaglio a Bruxelles.
Taglio netto per le sigarette elettroniche a tabacco riscaldato
Dall’altra parte, per la prima volta quest’anno, cala il prezzo degli stick Virto, compatibili con il dispositivo Glo. Il pacchetto passa da 5,50 a 5 euro, con un risparmio netto di 50 centesimi. La riduzione riguarda tutte le varianti Virto, come Azure, Balanced, Classic, Copper, Signature, Silver e Blue.
Questo ribasso è dovuto a una revisione dell’accisa, scesa da 275 a 250 euro ogni mille stick equivalenti, cioè per ogni chilogrammo di tabacco usato in questa forma. Il risultato è un costo finale più basso per il consumatore, una novità che sostiene il mercato del tabacco senza combustione, in rapida crescita.
È un chiaro segnale del diverso trattamento fiscale tra sigarette tradizionali e prodotti elettronici, con un occhio di riguardo per quelli che promettono di ridurre i rischi legati al fumo.
Legge Di Bilancio 2026: la strategia dietro ai numeri
Gli aggiustamenti sui prezzi entrano in vigore in linea con la legge di bilancio 2026, voluta dal governo Meloni. Si tratta di un percorso graduale di aumenti per il tabacco, studiato per evitare scossoni troppo forti che potrebbero spingere i consumatori verso il mercato nero.
Un altro scopo è prepararsi a possibili interventi europei, che potrebbero portare a tasse ancora più alte su tutto il tabacco. Tutto questo si inserisce in una strategia fiscale che tiene insieme salute pubblica e controllo economico di un settore tra i più tassati in Italia.
