“Nessuna pressione esterna” ha ribadito il Quirinale, chiudendo così ogni dubbio sulla grazia concessa a Nicole Minetti. Dietro quel provvedimento, assicurano dal Colle, non c’è stata alcuna interferenza: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha agito nel pieno rispetto della legge. La Procura generale della Corte d’Appello di Milano ha scavato a fondo, senza trovare irregolarità o motivazioni discutibili. Eppure, tra accuse e sospetti lanciati sui media, la vicenda continua a far rumore. Il Quirinale chiede allora un’informazione precisa, capace di mettere da parte i sensazionalismi.
L’indagine sul caso Minetti
La Procura generale di Milano ha svolto un’indagine scrupolosa sul caso Minetti, su richiesta della Presidenza della Repubblica e su sollecito del Ministero della Giustizia. Le verifiche, condotte anche con l’aiuto della polizia e dell’Interpol, non hanno rilevato alcun elemento a sostegno delle accuse di irregolarità o motivazioni infondate circolate sui giornali.
Il rapporto dettagliato ha confermato al Quirinale la correttezza del provvedimento, adottato secondo prassi consolidate e basato sul parere degli organi giudiziari competenti, elemento imprescindibile per la concessione della clemenza.
La concessione della grazia a Minetti
Il Quirinale ha ribadito che la concessione della grazia segue da anni procedure precise, che mettono al primo posto finalità umanitarie e riservatezza. Da oltre undici anni, la grazia viene concessa solo dopo un parere positivo degli organi giudiziari, senza farsi condizionare da pressioni politiche o mediatiche.
Nel mandato in corso, durato più di quattro anni, sono state concesse 42 grazie. Di queste, 12 sono state rese pubbliche con comunicati ufficiali, mentre per 30 non è stata data alcuna comunicazione, per proteggere dati sensibili legati a salute, famiglia, minori o altre situazioni delicate. Questa prassi è la norma e serve a evitare esposizioni inutili di informazioni private.
Il Quirinale sottolinea che nel caso Minetti non c’è nulla di diverso rispetto a quanto avviene di consueto, smentendo così le accuse di segretezza insolita o mancanza di trasparenza.
Il Presidente conferma la sua fiducia nella magistratura
Dopo aver ricevuto il rapporto della Procura, Mattarella ha ribadito la sua fiducia nella magistratura e ha preso atto delle conclusioni, che escludono la necessità di rivedere il provvedimento.
Il Quirinale ha ringraziato il Ministero della Giustizia per la rapidità con cui ha coordinato le verifiche. La decisione di non procedere a una revisione è frutto di un’analisi attenta e testimonia l’imparzialità con cui sono state condotte le indagini.
Nella nota ufficiale si ricorda inoltre che la grazia ha sempre finalità umanitarie e non subisce condizionamenti esterni.
