Milano, 4 giugno 2026 – Si apre il processo per l’omicidio della 29enne Pamela Genini. Appena visto in aula l’imputato Gianluca Soncin, Una Smirnova, madre della vittima, gli ha gridato: “Bas***do“. Dopo l’urlo, la donna è scoppiata in lacrime ed è stata poi consolata dall’avvocato Nicodemo Gentile. Successivamente è uscita dall’aula perché, alla vista del presunto assassino della figlia, non si è sentita bene.
L’inizio del processo per l’omicidio a Pamela Genini
Pamela, 29 anni, è stata accoltellata 76 volte il 14 ottobre 2025 nel suo appartamento a Gorla. Soncin, imputato ed ex compagno di Pamela, è stato descritto come un uomo violento e ossessivo. Ora rischia l’ergastolo, accusato di omicidio volontario pluriaggravato e stalking .
Resta però aperta anche un’altra questione: la Corte d’Assise – ha respinto la richiesta di Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela, di costituirsi parte civile. L’uomo è infatti indagato in un procedimento parallelo per vilipendio di cadavere e profanazione della tomba della vittima, anche in relazione alla sparizione della testa della ragazza, mai ritrovata. La Corte di Milano ha quindi negato la sua partecipazione al processo, sottolineando come il rapporto con la giovane non fosse stabile, ma configurabile piuttosto come “un legame sentimentale parallelo”, circostanza che esclude la possibilità di costituirsi parte civile.
La difesa della madre di Pamela Genini ha inoltre descritto Dolci come uno stalker, sia durante la vita della ragazza sia dopo la sua morte, un elemento che avrebbe inciso sulla decisione del tribunale. Nonostante ciò, l’uomo sarà comunque ascoltato come testimone nel corso del processo.
I segnali ignorati prima dell’omicidio di Pamela Genini
Le indagini, guidate dalla pm Alessia Menegazzo e dal magistrato aggiunto Letizia Mannella, hanno messo in luce un pattern di violenze continuative e un controllo ossessivo da parte dell’imputato Gianluca nei confronti di Genini. L’uomo avrebbe addirittura duplicato le sue chiavi di casa, per entrare senza essere visto. Il giorno dell’omicidio si era anche armato di uno dei coltelli della sua collezione personale, custodita nella sua abitazione di Cervia.
Prima della morte, sembra che la 29enne abbia scritto un messaggio all’ex fidanzato Francesco Dolci, chiedendo aiuto mentre il suo aggressore stava entrando. Dolci ha subito chiamato la polizia, ma gli agenti sono arrivati troppo tardi. L’uomo aveva già ferito la giovane e continuato l’aggressione perfino sul terrazzo.
L’avvocato di Una Smirnova – la madre di Pamela – ha sottolineato come la ragazza avrebbe potuto salvarsi se solo fossero stati presi sul serio i segnali di rischio. Ha inoltre ribadito l’esistenza di una “anima nera” dietro la profanazione della tomba, un’indagine ancora aperta e seguita con attenzione dagli inquirenti.
Per approfondire: Omicidio di Pamela Genini, Soncin a processo a giugno in Assise a Milano
