A dare l’annuncio dell’esito dell’incontro all’inizio è una lavoratrice, in contatto con le delegazioni presenti al tavolo: “L’azienda ha dichiarato che non ritira il piano e c’è un appuntamento per il 15 giugno.” Scandisce la donna mentre sul volto dei presenti si dipinge un’espressione di amarezza e delusione. L’incontro in questione è quello tra l’azienda Electrolux, le controparti sindacali, i rappresentanti dei territori e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che nella sede del Mimit oggi pomeriggio – lunedì 25 maggio – si sono ritrovati per trovare un accordo dopo l’annuncio del piano dell’azienda che prevede 2700 esuberi in Italia. Fuori dall’incontro si era radunato dalla tarda mattinata un gruppo di lavoratori e lavoratrici che attendeva la fine del tavolo. Dopo circa 3 ore di discussione, i tre segretari di Fim-Fiom-Uilm, rispettivamente Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella, sono usciti e hanno annunciato ai lavoratori la decisione di Electrolux di prevedere un altro incontro per il 15 giugno, ma nel frattempo di non voler ritirare il piano. “”Il messaggio molto chiaro è che il piano Electrolux lo deve ritirare. Il primo risultato ottenuto oggi sta nel fatto che tutti, i Presidenti di Regione, i parlamentari, i sindaci e il Ministro si sono uniti alle richieste di Fim-Fiom-Uilm. Electrolux dovrà rispondere alla richiesta di ritiro del piano non sono dei sindacati, ma di tutto il Paese. Il nuovo piano non deve prevedere esuberi, licenziamenti e chiusure, poi discuteremo. Qui c’è un decisione politica del gruppo, hanno cercato di spiegarcela con decisioni tecniche ma niente di tecnico giustifica questa scelta”