È di Luigi Esposito, 53 anni, giornalista sportivo conosciuto da tutti come Luca, il cadavere carbonizzato ritrovato all’alba di oggi, domenica 19 luglio, in un terreno agricolo di Eboli, in provincia di Salerno. La Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, indaga per omicidio: secondo i primi accertamenti l’uomo sarebbe stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco e il corpo dato successivamente alle fiamme.
Il ritrovamento in contrada Cioffi
L’allarme è scattato intorno alle 3.30 in contrada Cioffi, nei pressi della strada statale 7 bis, per un incendio divampato in un terreno nascosto rispetto alla carreggiata. Solo dopo aver domato le fiamme i vigili del fuoco hanno scoperto il cadavere, in condizioni tali da rendere impossibile un riconoscimento immediato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Norm della compagnia di Eboli, la Sezione investigazioni scientifiche di Salerno e il medico legale. L’identificazione è arrivata grazie al ritrovamento, poco distante, di un’auto intestata a Esposito; il nome è stato poi diffuso dalla Procura, in attesa della conferma definitiva degli accertamenti medico-legali.
Ucciso e poi dato alle fiamme
Sul corpo sarebbe stato individuato il foro di un proiettile e, poco distante, gli investigatori della Scientifica avrebbero rinvenuto un bossolo. Gli elementi raccolti fanno ipotizzare che Esposito sia stato prima raggiunto da un colpo d’arma da fuoco e poi bruciato, forse nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Gli inquirenti hanno escluso fin da subito l’ipotesi di una fatalità o di un incidente. Dinamica, movente e responsabili restano da chiarire.
Chi era Luca Esposito
Nato a Nocera Inferiore il 4 luglio 1973 e residente a Eboli, Esposito era iscritto all’Ordine dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 2012. Si occupava di sport: dirigeva il sito Tuttosalernitana.com, punto di riferimento per i tifosi granata, collaborava con il quotidiano La Città di Salerno e con l’emittente Ottochannel ed era editorialista per TuttoC.com. Seguiva la Salernitana e le squadre di Serie C ed era un volto noto e discusso dell’informazione sportiva locale. Non era sposato e non aveva figli.
La smentita dell’Arpac e il giallo del movente
Nelle prime ore diverse testate avevano indicato Esposito anche come dirigente o dipendente dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania. L‘ente ha però smentito con una nota, precisando che la vittima non ha mai avuto alcun rapporto di lavoro con l’Agenzia e che appare del tutto estranea alla sua attività. Sul movente, negli ambienti giornalistici si tende a escludere un collegamento con l’attività professionale della vittima, che si occupava esclusivamente di sport e non di cronaca o inchieste: un elemento che rende il quadro ancora più difficile da decifrare.
Nel mondo dell’informazione sportiva campana è forte lo sconcerto. Il direttore di Ottochannel, Pierluigi Melillo, ha espresso in una nota il cordoglio della testata per cui Esposito collaborava come opinionista. Le indagini proseguono per ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e chi possa averla condotta nel terreno isolato dove è stata ritrovata.
