Il volo è atterrato a Malpensa poco dopo le 14:00, portando con sé un carico di dolore e silenzio. Quattro salme, quelle di subacquei italiani scomparsi alle Maldive durante una tragica immersione, sono tornate in patria. Tra di loro, Monica Montefalcone, docente all’Università di Genova, e sua figlia Giorgia Sommacal, insieme alla ricercatrice Muriel Oddenino e al giovane laureato Federico Gualtieri. Gianluca Benedetti, capobarca e volto conosciuto nel mondo subacqueo italiano, era già rientrato nei giorni scorsi, chiudendo così il cerchio di questa triste vicenda. Ora inizieranno le autopsie per far luce sulle cause di quella tragedia.
L’aereo è atterrato alle 13.10 di venerdì 23 maggio a Malpensa, lo scalo principale della Lombardia, scelto come punto di ingresso per il ritorno in patria dei corpi. Appena sbarcati, i feretri sono stati portati all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, in provincia di Varese, struttura di riferimento per queste procedure legate agli arrivi da Malpensa. Qui le salme resteranno custodite in attesa delle autopsie, un passaggio fondamentale per fare luce sulle cause della tragedia.
Autopsie in arrivo e indagine aperta sui sub morti alle Maldive
Lunedì 26 maggio, alle 12, il pubblico ministero di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra, su delega della procura di Roma, avvierà le autopsie nell’ambito di un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Saranno ufficializzati gli incarichi per gli esami sui cinque corpi. A condurli saranno il medico legale Luca Tajana, dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia, la tossicologa Cristiana Stramesi e il medico anestesista e specialista in medicina subacquea Luciano Ditri.
Gli accertamenti partiranno dal corpo di Gianluca Benedetti, primo recuperato dalle autorità maldiviane e capobarca della spedizione, per poi proseguire sugli altri quattro sub. L’obiettivo è stabilire con precisione le cause della morte, verificando eventuali anomalie o fattori legati alle condizioni dell’immersione, alle attrezzature o alle circostanze in cui è avvenuta la tragedia. Nel frattempo, le salme restano sotto sequestro, secondo la prassi che garantisce rigore nelle indagini.
Questo momento rappresenta una fase delicata, che va oltre il dolore personale, coinvolgendo la giustizia e la scienza. Solo così si potranno avere risposte chiare e ricostruire cosa è successo davvero il 14 maggio durante l’immersione nelle grotte marine delle Maldive.
