La cittadinanza torna a dividere la maggioranza di governo. A riaccendere il tema è l’attacco avvenuto nei giorni scorsi a Modena, dove Salim El Koudri, italiano con cittadinanza anche marocchina, ha investito alcuni passanti prima di essere fermato mentre scappava armato di coltello. A bloccarlo sono stati Osama Shalaby e il figlio Mohamed, cittadini egiziani che da tempo sognano di ottenere la cittadinanza italiana, insieme agli italiani Luca Signorelli e Fabrizio Gallanza e al bengalese Hosseini Iqbal.
Quando il dibattito sull’immigrazione incontra storie percepite come “positive”, la politica italiana entra sempre in cortocircuito: da una parte il riconoscimento dell’integrazione reale, dall’altra la paura di aprire anche solo simbolicamente a una modifica della legge sulla cittadinanza.
Ed è esattamente quello che sta succedendo dentro la maggioranza di governo.
Cittadinanza: Il caso Modena riapre il dibattito
Secondo quanto riportato da ANSA, il Viminale starebbe valutando riconoscimenti ufficiali, tra cui possibili medaglie al valor civile, per le persone intervenute per fermare l’aggressore.
Si tratta però di una procedura lunga che richiede un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministero dell’Interno e che, almeno per ora, non sarebbe ancora formalmente partita. Anche il segretario nazionale Udc Antonio De Poli è intervenuto sostenendo che le istituzioni dovrebbero esprimere riconoscenza verso chi mette a disposizione il proprio coraggio durante situazioni di emergenza.
Ed è bastato questo, però, per riaprire il tema. Il leader della Lega Matteo Salvini, infatti, continua a spingere sulla possibilità di revocare la cittadinanza italiana nei confronti di chi commette reati particolarmente gravi. “La legge c’è già solo per i reati terroristici”, ha spiegato Salvini.
Secondo il leader leghista, la cittadinanza rappresenta “un atto di fiducia” che può essere rimesso in discussione e per il partito, il tema non riguarda soltanto l’integrazione, ma soprattutto la possibilità di stabilire chi “merita” davvero di mantenere il legame con lo Stato italiano.
Forza Italia ribalta completamente il discorso
La risposta di Forza Italia è arrivata quasi opposta. Il capodelegazione del partito a Bruxelles Fulvio Martusciello ha infatti proposto di concedere la cittadinanza agli egiziani che hanno contribuito a fermare El Koudri.
“Un Paese maturo deve cogliere i segnali”, ha dichiarato, parlando di inclusione e riconoscimento per chi dimostra senso civico e integrazione reale. Ed è qui che emerge la vera frattura politica dentro la maggioranza: davanti allo stesso episodio la Lega vede il fallimento dell’integrazione, mentre Forza Italia vede invece la prova che l’integrazione può funzionare.
Fratelli d’Italia prova a spegnere l’incendio
Nel mezzo dello scontro, Fratelli d’Italia prova invece a fare una cosa molto precisa: evitare che il dibattito esploda davvero. La linea del partito di Giorgia Meloni resta infatti chiara: il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha dichiarato che al momento non è prevista nessuna modifica alla legge sulla cittadinanza. Una scelta che ha anche una logica politica molto precisa: il governo oggi ha bisogno di evitare nuove tensioni interne su temi altamente ideologici mentre sono già aperti dossier delicatissimi come autonomia differenziata, giustizia e manovra economica.
Ma il punto forse è un altro: il tema della cittadinanza continua a tornare perché l’Italia reale è cambiata molto più velocemente della politica italiana. Episodi come quello di Modena mettono continuamente davanti agli occhi del dibattito pubblico una realtà difficile da semplificare: ragazzi cresciuti in Italia, inseriti nel tessuto sociale del Paese, che però restano spesso dentro una zona grigia identitaria e giuridica.
Ed è probabilmente questo che rende il tema così esplosivo politicamente: perché costringe tutti i partiti a confrontarsi non solo con le regole, ma con l’idea stessa di cosa significhi oggi essere italiani.
