La Procura di Milano ha fatto irruzione in diverse abitazioni e uffici, dando il via a perquisizioni mirate. L’indagine riguarda presunti accessi non autorizzati ai computer di alcuni magistrati. Al centro della bufera c’è il sistema ECM, quello che il Ministero della Giustizia utilizza per gestire i dispositivi digitali. A scatenare tutto è stata una segnalazione arrivata da Report, la trasmissione d’inchiesta che ha messo in luce stranezze e falle nel sistema informatico. Una nuova ombra si allunga sulla giustizia milanese.
Le indagini sugli accessi abusivi ai pc dei magistrati
Le indagini hanno puntato dritto sul distretto giudiziario di Torino, dove un tecnico ministeriale è finito sotto inchiesta. L’accusa è di aver usato in modo improprio le credenziali da amministratore, quelle che garantiscono accessi privilegiati ai sistemi. Secondo la Procura di Milano, le intrusioni sarebbero state possibili proprio grazie a queste password, assegnate a pochi addetti in forza di contratti di assistenza tra il Ministero e ditte esterne. Un punto debole nella sicurezza che ha aperto la porta a questi presunti abusi.
Perquisizioni e sequestri, ora si attendono gli esiti delle analisi forensi
Le operazioni sono state svolte rispettando tutte le garanzie difensive, con i soggetti coinvolti che hanno partecipato alle procedure. Gli investigatori hanno sequestrato diversi dispositivi sia nelle abitazioni che nei luoghi di lavoro. Ora sono in corso le analisi forensi per capire l’entità dei danni e come siano stati compiuti gli accessi illegali. I magistrati coinvolti aspettano risposte chiare sulle conseguenze delle violazioni. Intanto, la Procura mantiene il massimo riserbo su nomi e prove raccolte finora. L’inchiesta, guidata dal procuratore Marcello Viola, prosegue senza sosta per fare luce su ogni dettaglio e garantire la sicurezza dei sistemi giudiziari.
