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Schermidori assolti da accuse di stupro, Fernanda Herrera: “Continuerò a lottare per la giustizia”

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Fernanda Herrera | IG@ferherreralara |

Fernanda Herrera | IG@ferherreralara |

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

«Non è stato giusto», ha detto Fernanda Herrera, ancora scossa da quanto accaduto. Il tribunale di Siena ha assolto Lapo Jacopo Pucci ed Emanuele Nardella, i due giovani schermidori accusati di violenza sessuale di gruppo. Una vicenda che risale a quasi tre anni fa e che ora scuote ancora il mondo dello sport. La sentenza ha diviso opinioni e acceso un dibattito acceso, con la vittima minorenne all’epoca dei fatti che non ha nascosto il suo dolore, ma anche con molte associazioni pronte a schierarsi al suo fianco. Un caso che va oltre le aule di tribunale, toccando temi profondi e urgenti.

Fernanda Herrera ha scelto di parlare apertamente, con forza e lucidità. Oggi ha vent’anni e pratica la sciabola. Ha raccontato di essere arrivata in Italia con la madre per prepararsi alle Olimpiadi di Los Angeles, con la speranza di costruirsi un futuro nello sport. I fatti contestati risalgono ad agosto 2023, durante un raduno internazionale a Chianciano Terme, un episodio che ha segnato profondamente la sua vita. In aula, alla lettura della sentenza, è scoppiata in lacrime, mostrando il suo turbamento ma anche la ferma volontà di continuare a lottare per la verità. In questi tre anni ha combattuto non solo per i risultati sportivi, vincendo diverse medaglie, ma anche per ottenere giustizia. Nonostante l’assoluzione dei due imputati, Fernanda non si arrende e vuole far sentire la sua voce per tutte le vittime di abusi nel mondo dello sport.

Differenza Donna contro il Ddl Bongiorno: una battaglia per le vittime

Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, ha espresso piena solidarietà a Fernanda Herrera e ha duramente criticato l’assoluzione dei due atleti. Per Ercoli, questo caso dimostra quanto sia urgente una mobilitazione contro il ddl Bongiorno, definito “pericoloso” perché mette sulle spalle delle vittime l’onere di dimostrare un rifiuto esplicito, mentre bisognerebbe puntare sulla responsabilità di chi commette violenza. Ercoli sottolinea che nelle relazioni è fondamentale rispettare l’autodeterminazione e fermarsi davanti a qualsiasi dubbio sulla volontà dell’altro. La cultura del “possesso” del corpo altrui, ancora troppo diffusa, è un’eredità patriarcale da superare. Differenza Donna sostiene con forza il coraggio di Fernanda e invita a diffondere la cultura del consenso, l’unico vero filtro contro ogni abuso sessuale. Ogni violazione di questo principio deve essere considerata stupro, con tutte le conseguenze del caso.

Le conseguenze per i due schermidori dopo le accuse di Fernanda Herrera

Anche se sono stati assolti, le ripercussioni per Pucci e Nardella sono state immediate. Entrambi sono stati radiati in via cautelare dalla Federazione Italiana Scherma, mentre il procedimento disciplinare resta sospeso in attesa dell’appello. Gli avvocati della difesa hanno annunciato l’intenzione di chiedere il reintegro urgente, parlando di un malinteso tra giovani atleti. Intanto, la sentenza riapre il dibattito su come la società percepisce la violenza e sul ruolo delle istituzioni sportive e legislative nella tutela delle vittime. La testimonianza pubblica di Fernanda e le parole delle associazioni rappresentano un monito forte: bisogna cambiare mentalità e leggi per garantire un ambiente sicuro a tutti gli sportivi, soprattutto ai più giovani e vulnerabili.

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