All’alba del 16 maggio 2026, il molo Favarolo di Lampedusa ha visto lo sbarco di 55 migranti salvati in mare dalla motovedetta V1307 della Guardia di Finanza. Tra loro, volti segnati dalla fatica e dalla speranza di un futuro migliore: sette donne, sei bambini, e tanti uomini provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Ma quella speranza si è infranta subito. Una neonata, trasportata insieme agli altri verso il Poliambulatorio, è morta di ipotermia poco dopo l’arrivo. Un dramma silenzioso che pesa come un macigno su un viaggio già troppo duro.
La notte è stata segnata da un intervento rapido della Guardia di Finanza. La motovedetta V1307 ha soccorso 55 migranti in difficoltà nel Canale di Sicilia, recuperandoli da un’imbarcazione precaria. Tra loro c’era anche la neonata, che già al momento del salvataggio mostrava segni di grave malessere. Dopo il trasbordo, la motovedetta ha portato il gruppo a Lampedusa, dove li attendeva un’équipe medica pronta a intervenire. Erano persone provenienti da alcune delle zone più colpite da guerre, povertà e instabilità politica, in cerca di un futuro migliore.
La neonata non ce l’ha fatta
Appena sbarcata, mentre veniva portata con la madre al Poliambulatorio, la piccola ha avuto un peggioramento rapido. I medici hanno riscontrato una grave ipotermia, causata dall’esposizione al freddo intenso durante la traversata. Nonostante i tentativi di rianimarla, il suo piccolo corpo non ha resistito. Pochi minuti dopo il trasferimento, è stata confermata la morte. Quel momento di speranza si è trasformato in un lutto profondo, mettendo ancora una volta in luce i rischi terribili che affrontano tutti quelli che fuggono da situazioni disperate cercando rifugio in Italia.
Lampedusa sotto pressione, emergenza senza fine
Lampedusa resta un punto chiave per le rotte migratorie nel Mediterraneo. Nelle ultime settimane, l’isola ha visto decine di sbarchi con centinaia di persone soccorse, spesso in condizioni critiche. Le motovedette della Guardia di Finanza sono sempre in azione, affrontando mare e maltempo per portare in salvo chi rischia la vita. La morte della neonata è l’ultimo episodio di una crisi umanitaria che coinvolge numeri importanti e richiede attenzione urgente. Le strutture di accoglienza sull’isola sono al limite, con i servizi medici e logistici sotto pressione continua per far fronte ai flussi incessanti di migranti.
