Sono riprese alle Maldive le operazioni per recuperare i corpi dei quattro subacquei italiani ancora dispersi dopo l’incidente avvenuto giovedì scorso nell’atollo di Vaavu. A renderlo noto è la Farnesina, che segue il caso attraverso l’Ambasciata italiana a Colombo e la Console onoraria a Malé. In mare, secondo l’ultimo aggiornamento, otto sommozzatori maldiviani si alternano nelle immersioni.
I primi operatori si sono già immersi per individuare e segnalare con precisione il punto di ingresso della serie di caverne in cui il gruppo sarebbe scomparso. Gli altri sommozzatori proseguiranno poi a turni, con l’obiettivo di localizzare i corpi e riportarli in superficie. Si tratta di un intervento complesso, condizionato dalla profondità, dalla struttura delle grotte e dalle condizioni del mare, che nelle ultime ore avevano già costretto a rallentare le attività.
Uno dei cinque corpi, quello di Gianluca Benedetti, era stato recuperato nelle prime fasi delle ricerche. Restano ancora da ritrovare gli altri quattro subacquei morti nell’incidente: Monica Montefalcone, docente dell’Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, tutti legati a vario titolo al mondo accademico e della ricerca marina.
Tajani segue il caso, assistenza a famiglie e connazionali
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contatto con i diplomatici italiani presenti sul posto. L’ambasciatore d’Italia a Colombo, Damiano Francovigh, competente anche per le Maldive, e la Console onoraria a Malé, Giorgia Marazzi, stanno seguendo direttamente le operazioni insieme alle autorità locali.
La Farnesina ha disposto assistenza non solo per le famiglie delle vittime, ma anche per gli altri connazionali coinvolti nella spedizione, che dovranno rientrare in Italia. I venti italiani che si trovavano a bordo della Duke of York, lo yacht da cui era partita l’immersione, stanno bene e non risultano feriti, ma sono sotto shock per quanto accaduto.
Su richiesta dell’Italia, la polizia maldiviana metterà a disposizione un team predisposto per il supporto psicologico. L’assistenza sarà rivolta sia ai connazionali presenti sull’imbarcazione sia ai familiari delle vittime, in una fase delicatissima sul piano umano e operativo.
La Duke of York è arrivata a Malé: sospesa la licenza
La Duke of York ha intanto raggiunto la capitale Malé. Secondo l’ultimo aggiornamento, le autorità maldiviane hanno sospeso la licenza dell’imbarcazione, a bordo della quale erano ospitati i 25 italiani, compresi i cinque sub deceduti.
La decisione rientra nel quadro degli accertamenti avviati dopo la tragedia. La polizia maldiviana sta ascoltando le persone presenti sulla barca e raccogliendo informazioni sull’attrezzatura utilizzata durante l’immersione. Gli investigatori dovranno chiarire se siano state rispettate tutte le procedure previste e se l’attività subacquea fosse autorizzata secondo le norme locali.
Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte dei cinque italiani. Gli inquirenti attendono la documentazione dalle autorità consolari e maldiviane per valutare l’ipotesi di reato e gli eventuali ulteriori accertamenti da delegare alle forze dell’ordine.
Maldive, una dinamica ancora da chiarire
La ricostruzione dell’incidente resta aperta. Secondo le informazioni diffuse finora, il gruppo sarebbe entrato in una serie di grotte sottomarine durante un’immersione a profondità rilevante. Le autorità maldiviane avevano già indicato che i sub sarebbero deceduti mentre tentavano l’esplorazione di alcune cavità.
Restano da chiarire le cause esatte della tragedia. Tra gli elementi da verificare ci sono la profondità raggiunta, le condizioni ambientali, la configurazione della grotta, l’eventuale ruolo delle correnti e lo stato dell’attrezzatura. Per questo il recupero dei corpi e dei materiali utilizzati dai subacquei sarà decisivo anche per l’indagine.
Per ora la priorità resta riportare in superficie le vittime e assistere chi è sopravvissuto alla spedizione. Le ricerche sono ripartite, ma l’operazione resta difficile e ad alto rischio.
