“Se un paziente risponde alla definizione di caso sospetto, il medico consultato dovrà seguire una serie di raccomandazioni” che vanno dal fornire mascherine Ffp2 e guanti monouso al paziente fino all’invio presso i Centri regionali di Riferimento dei campioni biologici.
Tuttavia, “allo stato attuale, non risultano registrati sul territorio nazionale, ma la loro ipotetica insorgenza richiede comunque adeguate misure di preparedness e coordinamento”. Lo indica la nuova circolare del ministero della Salute che, per fornire elementi utili alle richieste di chiarimento delle Regioni, condivide indicazioni tecnico-operative per la gestione di eventuali casi di Hantavirus. Il rischio per la popolazione italiana, come ricordato più volte, resta basso.
Hantavirus, la circolare informativa
Nella nuova circolare del ministro della Salute Schillaci, viene indicato passo passo l’iter che i sanitari devono svolgere qualora si trovino davanti a un sospetto caso di hantavirus. Innanzitutto, spiega il documento, i medici devono “ricordare al paziente a lavarsi le mani con acqua e sapone o a frizionarle con gel alcolico e fornirgli guanti monouso e facciale filtrante Ffp2 o qualora non disponibile, una mascherina medico chirurgica”.
Quindi informare il paziente sulle misure precauzionali che verranno messe in atto e disporre l’isolamento del paziente nel luogo in cui si trova al momento della segnalazione. “In caso di comparsa di sintomi, prelevare e inviare i campioni per l’esecuzione del test diagnostico al laboratorio individuato dalle Regioni o Province autonome di riferimento regionale, per la conferma diagnostica di infezione.
I casi confermati di infezione da hantavirus “devono essere ricoverati presso strutture sanitarie provviste di idonee misure di contenimento per la gestione di agenti biologici del gruppo”. In mancanza di adeguati Centri di Riferimento regionali, i pazienti saranno inviati presso l’ospedale nazionale di riferimento, lo Spallanzani di Roma. Infine, se necessario, bisogna attivare il 118 per il trasferimento in sicurezza del paziente verso il reparto di malattie infettive di riferimento.
Precauzione
Nell’ottica di assicurare un approccio improntato alla massima precauzione, il ministero precisa che in tutte le attività clinico assistenziali di presa in carico iniziale, durante il trasporto in ambulanza, durante il ricovero il personale sanitario dovrà indossare i seguenti dispositivi di protezione individuale per assicurare la prevenzione della trasmissione da contatto diretto/indiretto, tramite goccioline respiratorie (droplet) e per via respiratori. Ovvero occhiali, occhiali a maschera o visiera per la protezione occhi e mucose. Per la protezione delle vie respiratorie la protezione facciale filtrante (FFP2 o FFP3). Per la protezione delle mani guanti monouso, per la protezione arti inferiori calzature con sovrascarpe.
Chiede infine che entro due giorni dal ricevimento della circolare, le Regioni inviino al ministero “l’elenco delle strutture sanitarie provviste di idonee misure di contenimento indicate per la gestione di agenti biologici”.
