Una nuova tragedia scuote le operazioni di soccorso nell’atollo di Vaavu, nelle Maldive. Un soldato sommozzatore della Guardia Costiera locale, impegnato nelle difficili ricerche di quattro subacquei italiani dispersi all’interno di una grotta marina, ha perso la vita a seguito di un malore avvertito durante un’immersione. Il drammatico evento aggrava il bilancio di una vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso sia le autorità maldiviane sia l’Italia.
Il sacrificio del sergente Mahdi nell’atollo di Vaavu
La vittima è il sergente maggiore Mohammed Mahdi, appartenente alle Forze di Difesa Nazionali delle Maldive (Mndf). Secondo quanto riferito dalle autorità su “X” e dai media locali, il militare si è sentito male mentre si trovava in profondità insieme ad altri sette colleghi della task force. Nonostante l’immediato trasporto d’urgenza presso l’ospedale Adk di Malé, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. Le Forze di Difesa hanno espresso profondo cordoglio alla famiglia e ai colleghi, ricordando il coraggio e il sacrificio del sergente maggiore in servizio per la nazione. Le operazioni, sospese temporaneamente a causa delle avverse condizioni meteo, erano riprese seguendo una mappatura della grotta dove si presume siano deceduti i quattro connazionali.
Maldive, le indagini sul limite dei 30 metri e gli aiuti da Roma
Mentre la squadra di recupero tenta di completare la rischiosa missione, le autorità delle Maldive hanno aperto un’indagine formale per fare luce sulla dinamica dell’incidente iniziale. Il focus degli inquirenti è incentrato sul motivo per cui il gruppo di cinque italiani si sia spinto oltre il limite di sicurezza dei 30 metri, la profondità massima consentita per le immersioni turistiche nell’arcipelago. Sul fronte diplomatico, la situazione viene monitorata con la massima attenzione da Roma: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha già disposto l’invio di personale di supporto per affiancare l’ambasciata e fornire la necessaria assistenza alle famiglie delle vittime.
