Dodici morti in un solo giorno: è il tragico bilancio degli ultimi raid israeliani in Libano. La popolazione è stremata, schiacciata da un conflitto che non dà tregua e da ospedali al collasso. Le ambulanze restano bloccate, le strade si riempiono di macerie. Ogni ora che passa, la crisi si fa più profonda.
Libano: nuovi attacchi israeliani
Il ministero della Salute libanese ha aggiornato i dati oggi, lunedì 7 maggio. Da marzo, quando è iniziata la guerra con Hezbollah, i bombardamenti israeliani hanno causato 2.727 morti. Tra loro, 187 sono minorenni, un numero che parla da solo sulla gravità della crisi. I feriti sono più di 8.400, un segnale chiaro della violenza degli attacchi e della sofferenza che coinvolge civili e combattenti.
Sanità sotto attacco: medici e ospedali nel mirino
Non sono solo le vite a essere messe in pericolo. Il sistema sanitario libanese è in gravissima difficoltà. Sono 103 gli operatori sanitari uccisi, soprattutto paramedici che cercavano di prestare soccorso in condizioni disperate. Sedici ospedali sono stati danneggiati, tre costretti a chiudere, lasciando vaste aree senza cure mediche. A questo si aggiungono danni a 26 pronto soccorso e la perdita di 123 ambulanze, un duro colpo per un servizio già al limite.
Una crisi umanitaria senza fine: serve una tregua immediata
Il peso di questi raid va oltre i numeri. La distruzione delle strutture sanitarie complica ogni soccorso, lasciando feriti e malati senza cure. La popolazione civile affronta una crisi umanitaria sempre più grave, tra edifici crollati e servizi di emergenza ormai prosciugati. L’appello internazionale è chiaro: serve una pausa nei bombardamenti per salvare vite e permettere l’arrivo di aiuti senza ostacoli.
Il Libano resta uno dei luoghi più devastati del Medio Oriente, con ripercussioni che pesano ogni giorno sulla vita delle persone e sulla stabilità dell’intera regione.
