Pavia, 6 maggio 2026 – Nuova giornata cruciale per l’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco.
Dopo quasi quattro ore si è conclusa la permanenza di Andrea Sempio negli uffici della Procura di Pavia. Il 39enne, coinvolto nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, ha lasciato il palazzo di giustizia a bordo di un’auto insieme ai suoi avvocati, senza rilasciare dichiarazioni ai numerosi cronisti presenti all’esterno.
Come avevano già anticipato ieri i suoi legali, Sempio si è avvolto della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati durante l’interrogatorio convocato dai pm.
L’auto su cui viaggiava Sempio è stata preceduta da un veicolo della polizia giudiziaria senza contrassegni, che ha dovuto farsi largo tra troupe televisive e giornalisti radunati davanti alla Procura.
Poco prima dell’uscita di Sempio era stato ascoltato come testimone anche Marco Poggi, fratello della giovane uccisa nel 2007 a Garlasco. Durante la sua deposizione, durata circa due ore, ha dichiarato di non aver mai visto insieme a Sempio i video intimi di Chiara e dell’allora fidanzato Alberto Stasi.
Al termine della deposizione, Marco Poggi ha lasciato gli uffici giudiziari senza fermarsi con i giornalisti e le troupe televisive presenti all’esterno.
Le intercettazioni contestate ad Andrea Sempio
Durante l’interrogatorio di oggi davanti alla Procura di Pavia, gli inquirenti avrebbero contestato ad Andrea Sempio anche alcune intercettazioni, comprese registrazioni finora inedite. Il 38enne ha però continuato ad avvalersi della facoltà di non rispondere.
Secondo quanto emerso, tra i contenuti fatti ascoltare dagli investigatori ci sarebbero alcune frasi pronunciate da Sempio mentre si trovava da solo in auto. In quei passaggi avrebbe fatto riferimento sia a Chiara Poggi sia alla vicenda giudiziaria che oggi lo vede indagato per omicidio volontario aggravato. Parte di queste registrazioni sarebbe stata fatta ascoltare anche a Marco Poggi. Il verbale della sua testimonianza, da quanto trapela, è stato secretato.
Dna, impronta 33 e lo scontrino di Vigevano
Tra gli elementi contestati dai magistrati figurano anche aspetti già noti dell’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano: il Dna trovato sotto le unghie della vittima, al centro dell’incidente probatorio genetico, l’impronta 33 rinvenuta sul muro delle scale che portano alla cantina — che secondo una consulenza della Procura sarebbe riconducibile a Sempio — e il caso dello scontrino del parcheggio di Vigevano, ritenuto dagli inquirenti un possibile falso alibi.
Le consulenze e la posizione di Alberto Stasi
A questi elementi si aggiungono anche le consulenze tecniche depositate nel corso dell’inchiesta, tra cui quella medico-legale di Cristina Cattaneo, che secondo l’accusa modificherebbe l’orario della morte e scagionerebbe Alberto Stasi. Presente inoltre una relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico dell’indagato.
Le vecchie intercettazioni
Già nell’indagine archiviata nel 2017 erano presenti numerose intercettazioni ambientali registrate nell’auto di Sempio. Secondo la nuova inchiesta pavese, alcune di quelle conversazioni sarebbero state trascritte in modo errato nelle precedenti indagini coordinate dall’ex procuratore Mario Venditti.
La telefonata a Chiara prima del delitto
Secondo quanto riferito dal Tg1, in una delle intercettazioni Sempio avrebbe raccontato di aver telefonato a Chiara prima del delitto e di aver tentato un approccio. La giovane, sempre secondo quanto riferito, avrebbe risposto: “Non ci voglio parlare con te” prima di interrompere la chiamata.
Al termine dell’interrogatorio, gli inquirenti hanno chiarito che l’indagine è ancora aperta e non può considerarsi conclusa.
