A Cervia, tra la folla, Elly Schlein ha lanciato un messaggio chiaro, senza giri di parole. Le bollette che salgono alle stelle non sono un problema isolato, ma il campanello d’allarme di una crisi profonda, dice lei. Dietro a tutto questo, secondo la leader del Pd, ci sono “guerre illegali” che stanno mettendo in ginocchio il Paese. Ma non si è fermata lì: ha parlato di sicurezza, di economia, di un governo Meloni che deve cambiare rotta, e in fretta. Il Pd si presenta come l’alternativa concreta, pronta a intervenire subito.
Il messaggio di Schlein al governo
Schlein punta il dito contro le tensioni internazionali che si riflettono sulle tasche degli italiani. Le bollette, spiega, sono schizzate alle stelle proprio a causa di conflitti che l’Italia, secondo la Costituzione, dovrebbe rifiutare. Cita l’articolo 11, che condanna la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie. Da qui l’appello a Roma: far sentire la propria voce sui grandi leader mondiali, da Donald Trump a Benjamin Netanyahu, per fermare i conflitti.
Nel mirino finisce anche l’aumento della spesa militare, prevista fino al 5% del Pil, che rischia di soffocare servizi sociali ed economia. Schlein ricorda il coraggioso no del governo spagnolo di Pedro Sánchez ai ricatti di Trump per proteggere sanità e scuola. Il messaggio è chiaro: la pace passa anche dal riconoscimento dei diritti dei palestinesi, sullo stesso piano degli israeliani, come passo necessario verso una vera stabilità.
Sicurezza, per Schlein un fallimento che pesa sul futuro del Paese
Sul fronte della sicurezza, il Pd non usa mezzi termini: l’attuale governo non ha mantenuto le promesse. L’aumento della criminalità è sotto gli occhi di tutti. Schlein critica lo spreco di risorse destinate a carceri all’estero, come in Albania, che secondo lei andrebbero invece investite per rafforzare la sicurezza interna, soprattutto con nuove assunzioni nelle forze dell’ordine.
Il tema è più ampio e riguarda la sicurezza sociale e civile, che secondo il Pd passa da interventi concreti sul territorio. Più uomini e mezzi nelle strade, per contrastare la crescita della criminalità e restituire fiducia ai cittadini nello Stato.
Schlein critica il governo: “Non può scaricare la colpa sul passato
Schlein ha poi attaccato il governo sul tema della crescita economica, accusando l’esecutivo di attribuire le difficoltà attuali alle amministrazioni precedenti.
Secondo Schlein, nonostante i circa 200 miliardi di investimenti europei, il governo continuerebbe a giustificare la crescita zero richiamando le responsabilità del passato: una strategia che, a suo avviso, non regge più dopo tre anni e mezzo di esecutivo. “Hanno fallito”, ha sintetizzato.
La segretaria del Pd ha poi richiamato un recente incontro a Barcellona con numerosi movimenti progressisti provenienti da tutto il mondo, ricordando le parole del premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha invitato a “ritrovare l’orgoglio di essere di sinistra e progressisti”.
Per Schlein, proprio questa contrapposizione tra modelli politici è oggi sempre più evidente anche in Italia, resa ancora più chiara dagli anni del governo Meloni. In questo contesto, ha ribadito che “non c’è programma migliore che attuare fino in fondo la Costituzione”, indicando in questo principio la base comune delle coalizioni progressiste.
La leader dem ha infine sottolineato come questo messaggio sia lo stesso emerso anche dalle recenti mobilitazioni elettorali e referendarie, che a suo avviso rafforzano la coesione dell’area progressista nel Paese.
Il bilancio del governo Meloni
Non risparmia critiche nemmeno sull’economia. Schlein dipinge un quadro preoccupante: l’Italia ha visto l’industria in calo per 37 mesi su 42, la crescita ferma e la tassazione più alta d’Europa. Intanto, l’energia resta tra le più care e i salari troppo bassi, mentre il sistema sanitario è sotto pressione per liste d’attesa sempre più lunghe.
Secondo Schlein, il governo Meloni si è trovato davanti a una sfida enorme, ma non ha saputo offrire risposte concrete per far ripartire il Paese. I fondi europei da 200 miliardi, dice, sono rimasti quasi fermi, senza diventare un volano per lo sviluppo.
Per cambiare rotta, il Pd propone di introdurre il salario minimo, misura già adottata in 22 Paesi europei, che potrebbe aiutare quattro milioni di lavoratori in difficoltà. Serve anche una politica energetica che tagli i costi per le imprese, specialmente nel Sud, sostenuta da un welfare più attivo.
Infine, Schlein invita il governo a rivedere la sua politica estera. Il “veto italiano” su alcune questioni diplomatiche deve cadere, per aprire la strada alla pace e fermare la corsa agli armamenti che mette a rischio non solo il benessere ma anche la nostra Costituzione. Guardando alle prossime elezioni, la segretaria dem si mostra fiduciosa: si può costruire un’alternativa solida, che risponda davvero ai bisogni degli italiani.
