Milano, 30 aprile 2026 – La Procura di Pavia ha convocato per il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane vittima del delitto di Garlasco avvenuto nel 2007. Si tratta di un passaggio fondamentale nell’inchiesta che, dopo anni di dibattiti e processi, ha visto un cambio di rotta sull’imputazione: Sempio è ora accusato di omicidio volontario in solitario, con il capo di imputazione modificato rispetto al passato in cui era ipotizzato un concorso con altre persone, incluso l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
Nuove accuse e convocazione a sorpresa per Andrea Sempio
La decisione della Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, arriva a sorpresa, dopo che lo scorso anno Sempio non si era presentato all’interrogatorio previsto il 20 maggio 2025 a causa di un vizio formale sull’invito, ritenuto nullo dai suoi legali. Ora, con la convocazione del 6 maggio, i magistrati intendono acquisire chiarimenti importanti su diversi aspetti dell’indagine, soprattutto riguardo all’analisi delle prove raccolte negli ultimi mesi.
La modifica dell’imputazione segna un punto di svolta: Andrea Sempio è accusato di aver ucciso Chiara Poggi da solo. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e la Procura hanno eliminato dal capo d’accusa la precedente ipotesi di concorso, in particolare l’ipotesi che coinvolgeva Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio ma ora escluso dai nuovi sviluppi. Tra le aggravanti contestate a Sempio c’è quella della crudeltà, per la violenza reiterata e le numerose ferite inferte alla vittima, oltre una dozzina solo sul volto e sul cranio.
La ricostruzione dell’omicidio e gli elementi chiave
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Andrea Sempio avrebbe aggredito Chiara Poggi dopo un rifiuto del suo approccio sessuale. La giovane, 26 anni, avrebbe inizialmente tentato di difendersi, ma è stata colpita ripetutamente con un corpo contundente, fatto che le ha fatto perdere i sensi. Il corpo è stato poi trascinato lungo le scale che conducono alla cantina della villetta di famiglia a Garlasco, dove la ragazza è stata ulteriormente colpita fino a causarne la morte.
Le nuove indagini si basano in particolare sull’esito di analisi genetiche avanzate che hanno rilevato la presenza del DNA di Sempio sotto le unghie di Chiara Poggi, un elemento che nel 2016-2017 era emerso ma che allora non aveva portato a un’accusa formale a causa della presunta insufficienza di prove. Nel marzo 2025, però, la Procura ha riaperto il fascicolo e notifica a Sempio un nuovo avviso di garanzia, aprendo così una nuova fase investigativa.
Un altro elemento oggetto di approfondimento riguarda un’impronta palmare, denominata “impronta 33”, rinvenuta sulle scale che conducono alla cantina, vicino al luogo del ritrovamento del corpo. Mentre la Procura ritiene che l’impronta appartenga proprio a Sempio, le perizie difensive e quelle della famiglia Poggi hanno messo in dubbio questa attribuzione, sostenendo che si tratti di semplici segni sull’intonaco e non di tracce utili all’identificazione.
Sempio definisce il movente ipotizzato “assurdo”
Sempio ha respinto con decisione l’ipotesi di un movente sessuale nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Il 38enne, recentemente iscritto nel registro degli indagati, ha dichiarato di non aver mai avuto un rapporto con Chiara Poggi tale da giustificare una simile ricostruzione.
A riferire la posizione dell’indagato è stata la sua legale, Angela Taccia, che insieme al collega Liborio Cataliotti ne cura la difesa. Sempio, ha spiegato l’avvocata, fatica a comprendere come si possa ipotizzare un movente di natura sessuale: non solo non frequentava la giovane, ma non intratteneva con lei alcun tipo di relazione, nemmeno sul piano sociale. Anzi, secondo quanto riferito, quando si recava nell’abitazione, Poggi non era presente perché impegnata al lavoro.
I legali evidenziano inoltre che l’imputazione, allo stato attuale, resta provvisoria e suscettibile di modifiche, trattandosi ancora della fase delle indagini preliminari. Proprio per questo, ogni valutazione più approfondita viene rinviata all’esame degli atti, che non sono ancora stati messi a disposizione della difesa.
Tra gli aspetti che hanno sorpreso maggiormente i difensori c’è l’introduzione dell’aggravante della crudeltà, elemento che in passato era stato escluso nel procedimento a carico di Alberto Stasi. Una scelta che, a distanza di 19 anni dai fatti, appare difficilmente comprensibile sul piano tecnico, anche alla luce dell’immutabilità delle lesioni riscontrate.
In attesa della notifica del 415 bis e della conseguente discovery, la strategia difensiva resta in fase di definizione. Sempio, assicurano i suoi avvocati, è disponibile a fornire chiarimenti, ma ogni decisione verrà presa seguendo precise valutazioni tecniche e in accordo con il collegio difensivo.
Resta inoltre da stabilire se l’indagato si presenterà all’appuntamento in Procura il prossimo 6 maggio. Al momento, la scelta non è stata ancora presa e potrebbe essere definita anche all’ultimo momento. Considerato che le indagini non risultano ancora concluse, appare comunque probabile che la difesa opti per la facoltà di non rispondere.
