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Tajani: “No allo stop all’accordo Ue-Israele, sì a sanzioni mirate”

Durante il Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo, Tajani ribadisce la linea italiana: sanzioni mirate ai responsabili delle violenze e dialogo per la stabilità in Medio Oriente

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Antonio Tajani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani | alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Lussemburgo, 21 aprile 2026 – Nel corso del Consiglio degli Esteri dell’Unione Europea a Lussemburgo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani è intervenuto su diversi temi di forte attualità internazionale, tra cui la delicata questione israelo-palestinese e la situazione geopolitica nello stretto di Hormuz. In particolare, Tajani ha espresso una posizione chiara sull’accordo commerciale tra Ue e Israele, sottolineando la necessità di un approccio equilibrato tra sanzioni mirate e mantenimento dei rapporti diplomatici.

Tajani: “Meglio sanzionare i coloni violenti”

Il ministro ha condannato con fermezza l’atteggiamento violento di alcuni coloni israeliani in Cisgiordania, ribadendo il netto contrasto con qualsiasi acquisizione territoriale unilaterale da parte di Israele. Tuttavia, Tajani ha sottolineato che bloccare l’accordo commerciale Ue-Israele non sarebbe uno strumento utile, in quanto penalizzerebbe l’intera popolazione israeliana. “Oggi sull’accordo Ue-Israele non sarà presa nessuna decisione, perché non ci sono le condizioni né numeriche né politiche”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che è preferibile sanzionare individualmente i responsabili, come i coloni violenti, o rafforzare le sanzioni mirate. La posizione italiana si allinea in questo senso a quella della Germania, con cui si condivide una posizione di cautela.

Questo intervento si inserisce in un contesto europeo complesso, segnato dalla recente risoluzione del Parlamento Ue che ha chiesto il riconoscimento dello Stato della Palestina e ha sostenuto misure forti nei confronti di Israele, tra cui sanzioni e sospensione parziale dell’accordo bilaterale. La posizione italiana, tuttavia, appare divisa al suo interno, con Forza Italia favorevole alla risoluzione, Fratelli d’Italia astenuti e Lega contraria.

Priorità per la stabilità in Medio Oriente

Nel corso del Consiglio Ue, Tajani ha inoltre richiamato l’importanza di accelerare i tempi per la riapertura dello stretto di Hormuz, cruciale per l’economia globale, soprattutto in relazione al prezzo di petrolio, gas e fertilizzanti. Il ministro ha evidenziato la priorità di raggiungere accordi definitivi dopo i cessate il fuoco in atto, sia tra Iran e Stati Uniti sia tra Libano e Israele, auspicando una missione internazionale sotto l’egida Onu o Ue che garantisca la sicurezza della navigazione in quella zona strategica.

Rispondendo ai giornalisti in occasione dell’apertura del Salone del Mobile a Rho, Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a “fare la nostra parte”, come già avviene in Libano, sottolineando il ruolo di portatori di pace e la necessità di superare la fase di conflitto per avviare la stabilizzazione regionale.

Queste dichiarazioni si inseriscono in un quadro internazionale teso, caratterizzato dal recente accordo di cessate il fuoco a Gaza e dagli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare il Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto di Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia nella gestione della tregua e degli aiuti umanitari.

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