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Regno Unito, aboliti i seggi ereditari alla Camera dei Lord

Storica svolta a Westminster: approvata la legge che abolisce i seggi riservati ai nobili di nascita, rafforzando il percorso di rinnovamento delle istituzioni britanniche

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La bandiera del Regno Unito

La bandiera del Regno Unito | Photo by Qwexcxewq licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) - Alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Londra, 11 marzo 2026 – Dopo secoli di tradizione, il Regno Unito compie un passo decisivo verso la modernizzazione del suo Parlamento, cancellando l’ultimo residuo di privilegi aristocratici nella Camera dei Lord. Una legge storica ha sancito l’abolizione dei 92 seggi ereditari ancora riservati ai “pari del reame”, segnando la fine definitiva di un’era feudale nel cuore della democrazia britannica.

La fine dei lord ereditari: un cambiamento atteso da decenni nel Regno Unito

Il provvedimento, noto come House of Lords (Hereditary Peers) Bill, è stato approvato definitivamente dalla stessa Camera dei Lord dopo un acceso dibattito notturno che ha portato solo a lievi modifiche formali, senza intaccare la sostanza della riforma. Con questo atto, il Parlamento britannico elimina gli ultimi seggi riservati di diritto di nascita, una tradizione che resisteva dal medioevo e che era stata già parzialmente ridimensionata dalla riforma Blair del 1999.

Quel provvedimento, infatti, aveva rimosso la maggior parte dei membri ereditari, lasciandone in vita solo una novantina a titolo simbolico. Oggi, invece, si sancisce una svolta definitiva, con la prevista uscita di scena degli ultimi conti, visconti e nobili che occupano uno scranno per diritto di sangue, entro la fine della sessione parlamentare, prevista per maggio 2026.

La baronessa Angela Smith, capogruppo della maggioranza laburista alla Camera alta, ha definito la legge “una delle riforme parlamentari più importanti da decenni” e il compimento di una promessa elettorale del governo guidato dal primo ministro Keir Starmer. Starmer, leader del Partito Laburista e premier dal 2024, ha posto questo intervento nel quadro più ampio di una modernizzazione delle istituzioni britanniche, pur sottolineando che la Camera dei Lord manterrà un ruolo istituzionale di rilievo, sebbene in una forma rinnovata.

Il contesto politico e le sfide della Camera dei Lord

La riforma è stata una delle poche iniziative legislative portate a termine dall’attuale governo laburista-moderato, nonostante le difficoltà e i diversi passi indietro registrati in poco più di un anno e mezzo di mandato. Il governo di Keir Starmer, che ha assunto la guida del Paese nel luglio 2024, aveva in programma anche un ridimensionamento complessivo della Camera alta, che però negli ultimi mesi ha visto un aumento del numero complessivo di membri, superando di oltre 150 unità la Camera dei Comuni.

Questo fenomeno è dovuto al meccanismo della cooptazione, con l’ingresso di personalità pubbliche di rilievo, ex deputati, funzionari e consiglieri, che ha trasformato la House of Lords nella seconda assemblea parlamentare più numerosa al mondo, dopo la vasta Assemblea Nazionale del Popolo della Cina. Il dibattito sulla sua riforma e sul ruolo futuro resta quindi aperto, in un Paese dove la tradizione si confronta con le esigenze di una democrazia moderna e trasparente.

In un momento storico segnato da tensioni e scandali che coinvolgono la stessa istituzione monarchica, come quello relativo all’ex principe Andrea e al finanziere Jeffrey Epstein, la cancellazione dei lord ereditari rappresenta un segnale forte di cambiamento istituzionale e di superamento di un passato feudale ancora presente nel sistema politico britannico.

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