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La Scuola inizia alle 9: la proposta per gli adolescenti

Un appello di esperti e accademici propone di posticipare l’ingresso a scuola nelle medie e nei licei per rispettare i ritmi biologici dei ragazzi e migliorare apprendimento e benessere.

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Studenti sotto pressione, genitori in ansia: come il registro elettronico ha cambiato la scuola
Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

In Francia torna al centro del dibattito pubblico l’organizzazione della giornata scolastica degli adolescenti. Un appello pubblicato sul quotidiano Le Monde propone di posticipare l’inizio delle lezioni alle 9 del mattino nelle scuole medie e superiori. Tra i firmatari figurano l’ex ministra dell’Istruzione Anne Genetet e la ricercatrice Stéphanie Mazza, esperta di cronobiologia. Secondo le due studiose, gli attuali orari scolastici – spesso fissati tra le 7 e le 8 – non sono compatibili con i ritmi biologici degli adolescenti e potrebbero influire negativamente sul sonno, sull’attenzione e sul benessere psicologico degli studenti.

La cronobiologia e i ritmi del sonno degli adolescenti

Le argomentazioni alla base della proposta si fondano sulle conoscenze scientifiche della cronobiologia, la disciplina che studia i ritmi biologici degli organismi viventi. Numerosi studi hanno dimostrato che durante la pubertà il sistema circadiano, che regola il ciclo sonno-veglia nell’arco delle 24 ore, subisce cambiamenti significativi.

In questa fase della vita, l’orologio biologico tende a spostarsi in avanti: gli adolescenti si addormentano più tardi rispetto ai bambini e agli adulti e fanno più fatica a svegliarsi presto al mattino. Questo fenomeno significa che un inizio delle lezioni troppo anticipato può provocare una cronica mancanza di sonno.

Secondo i firmatari dell’appello, posticipare l’orario di ingresso a scuola non significherebbe ridurre il carico scolastico. Il numero di ore di lezione e i programmi resterebbero gli stessi; si tratterebbe piuttosto di ripensare la distribuzione delle attività durante la giornata per adattarle meglio ai bisogni degli studenti.

Negli ultimi anni il tema è diventato sempre più centrale anche nelle discussioni politiche francesi. Nel 2024 il presidente Emmanuel Macron aveva convocato una speciale assemblea di cittadini, la Convention citoyenne sur le temps de l’enfant, con l’obiettivo di riflettere sull’organizzazione del tempo dei bambini e degli adolescenti. Tra le raccomandazioni finali emerse dal gruppo vi era proprio quella di spostare alle 9 l’inizio delle lezioni nelle scuole medie.

Gli esperimenti nelle scuole e i risultati delle ricerche

Diversi studi e sperimentazioni hanno già analizzato gli effetti di un ingresso più tardivo a scuola. Il Consiglio scientifico dell’istruzione nazionale francese ha condotto alcuni test in istituti secondari per valutare l’impatto dell’inizio delle lezioni alle 9.

I risultati sono stati significativi: gli studenti hanno dormito mediamente di più, riducendo il cosiddetto “debito di sonno” accumulato durante la settimana. Inoltre sono stati osservati miglioramenti nell’attenzione durante le lezioni, nel comportamento in classe e nei livelli di ansia.

Anche alcune scuole hanno sperimentato autonomamente modifiche agli orari. A Digione, per esempio, due istituti hanno introdotto un ingresso posticipato senza rivoluzionare completamente l’organizzazione della giornata scolastica. Gli studenti continuavano a uscire più o meno alla stessa ora di prima, mentre i cambiamenti hanno riguardato soprattutto la pausa pranzo e la distribuzione delle ore durante la settimana.

Esperimenti simili sono stati condotti anche in altri Paesi europei. In Svizzera, in una scuola di Gossau nel cantone di San Gallo, è stata resa facoltativa la prima ora di lezione, offrendo agli studenti la possibilità di iniziare la giornata alle 7:30 oppure alle 8:30. Il 95 per cento degli studenti ha scelto l’orario più tardivo e, mantenendo invariata l’ora in cui andava a dormire, ha guadagnato in media 45 minuti di sonno al giorno.

Nonostante questi risultati, l’idea di cambiare gli orari scolastici continua a incontrare alcune resistenze. Le principali obiezioni riguardano le difficoltà organizzative per le famiglie, per gli insegnanti e per il sistema dei trasporti pubblici. Tuttavia, secondo i promotori dell’appello, queste problematiche non dovrebbero più prevalere sulle esigenze fisiologiche e sul benessere degli adolescenti.

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