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Abramovich rivendica i 2,5 miliardi dalla vendita Chelsea: “Fondi sono di mia proprietà”

La disputa sui proventi della cessione del Chelsea si intensifica: Abramovich rivendica la piena titolarità dei fondi, mentre Londra insiste sul loro utilizzo per l’Ucraina

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Roman Abramovich

Roman Abramovich | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Londra, 9 marzo 2026 – Prosegue la controversia legale tra Roman Abramovich e il governo britannico riguardo ai 2,35 miliardi di sterline ricavati dalla vendita del Chelsea Football Club, nel 2022. Gli avvocati dell’oligarca russo hanno inviato una lettera formale alle autorità di Londra, ribadendo che tale somma è di proprietà esclusiva di Abramovich e che qualsiasi tentativo di confiscarla sarà impugnato in tribunale.

Il contenzioso sui fondi della vendita del Chelsea

La cifra, a cui si aggiungono circa 150 milioni di sterline di interessi maturati, è ancora congelata sul conto della società Fordstam Ltd, controllata dall’imprenditore russo, quasi quattro anni dopo la cessione del club londinese. Il blocco è conseguenza della disputa con il governo britannico, che sostiene che i fondi dovrebbero essere destinati esclusivamente alle vittime della guerra in Ucraina. Roman Abramovich, invece, tramite i suoi legali, ha chiarito l’intenzione di devolvere la somma a iniziative umanitarie a favore di tutte le vittime del conflitto, senza limitazioni geografiche.

Nella comunicazione inviata a Londra si enfatizza che, nonostante il congelamento, il denaro resta formalmente di proprietà della società Fordstam Ltd, interamente controllata da Abramovich. Il governo guidato dal primo ministro Keir Starmer ha fissato al 17 marzo una scadenza per trovare un accordo sulla creazione di una fondazione che gestisca i fondi destinati all’Ucraina, minacciando azioni legali qualora non si raggiungesse un’intesa.

La situazione giudiziaria e le indagini in corso

La difesa di Abramovich ha risposto che, se il governo britannico ritiene di avere basi giuridiche per confiscare la somma, dovrà procedere formalmente in tribunale. A complicare la posizione dell’oligarca contribuisce inoltre un’indagine aperta nell’isola di Jersey sulla provenienza di parte dei suoi fondi, che rende incerta la tempistica per l’utilizzo delle risorse.

Roman Abramovich, noto imprenditore russo con cittadinanze israeliana, portoghese e lituana, è stato proprietario del Chelsea dal 2003 fino alla vendita nel 2022. Sotto la sua gestione, il club londinese ha vissuto un periodo di grande successo sportivo e finanziario. La controversia attuale rappresenta un ulteriore capitolo delle tensioni tra Abramovich e le autorità britanniche, in un quadro geopolitico sempre più complesso.

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