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Garlasco, l’ipotesi di Roberta Bruzzone: “Chiara Poggi scoprì un giro di cocaina”

Nuove ipotesi sul caso Poggi dopo le dichiarazioni della criminologa Bruzzone: audio inediti suggeriscono un possibile legame con la droga, ma la Procura smentisce

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Garlasco, Ris: “Nessun secondo killer nella scena del delitto di Chiara Poggi”

Chiara Poggi / Immagine di dominio pubblico - alanews.it

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Pavia, 5 marzo 2026 – A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emergono nuove controversie a seguito delle affermazioni della criminologa Roberta Bruzzone durante la trasmissione televisiva Quarto Grado. Bruzzone ha reso noto di possedere alcuni messaggi audio contenenti una versione alternativa del delitto, che ipotizzerebbe una pista collegata alla droga, in particolare alla cocaina.

La ricostruzione alternativa e la pista della droga

Secondo quanto riportato negli audio, la vittima, Chiara Poggi, avrebbe scoperto un giro di cocaina coinvolgente persone a lei vicine, tra cui Andrea Sempio, Stefania Cappa, il fratello Marco Poggi e altri amici. La teoria, definita dalla stessa Bruzzone “delirante”, suggerisce che Chiara avrebbe segnalato la situazione allo zio Ermanno Cappa, il quale a sua volta avrebbe avvisato Stefania Cappa. Questa catena di eventi avrebbe portato all’organizzazione di una spedizione punitiva contro la giovane, culminata nel tragico omicidio. Tra i nomi coinvolti, figura anche Michele Bertani, amico del gruppo, deceduto per suicidio anni dopo.

La criminologa ha sottolineato di non condividere questa ricostruzione, affermando di averne parlato esclusivamente perché contenuta nei file audio ricevuti da persone direttamente coinvolte nella vicenda. Proprio per la gravità delle accuse, Bruzzone ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto alla magistratura di Milano e consegnare il materiale agli inquirenti per verifiche ufficiali.

Le indagini attuali sul caso Poggi

Nonostante il clamore suscitato, la cosiddetta “pista della cocaina” non costituisce un filone investigativo ufficiale nella Procura di Pavia, che continua a concentrarsi su elementi più concreti. La teoria circola soprattutto in ambienti online e nelle ricostruzioni alternative, ma manca qualsiasi riscontro investigativo di rilievo.

Intanto, il procedimento giudiziario si avvicina a una fase cruciale con il deposito della perizia della professoressa Cristina Cattaneo e l’attesa della relazione tecnica sui computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto. La difesa di Stasi ha presentato una nuova consulenza informatica, sostenendo che alcune attività registrate nel sistema Windows XP del computer siano da attribuire a processi automatici e non a interventi umani.

In particolare, è stato chiarito che la cosiddetta “cartella militare”, già oggetto di controversie, sarebbe un evento generato automaticamente dal sistema operativo, mentre Chiara Poggi quella sera stava lavorando alla tesi universitaria di Stasi, correggendo testi, elemento che secondo la difesa confermerebbe un rapporto sereno tra i due prima dell’omicidio.

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