Parma, 26 febbraio 2026 – Una svolta significativa nelle indagini riguardanti l’omicidio delle tre suore italiane in Burundi, avvenuto nel 2014, ha portato all’arresto a Parma di Guillaume Harushimana, uomo burundese di 50 anni residente in Italia da diversi anni. L’operazione, condotta dai Carabinieri di Parma e coordinata dalla Procura locale, ha permesso di far luce su un delitto che ha suscitato forte commozione e indignazione a livello internazionale.
L’arresto a Parma e le accuse
Nel corso di una conferenza stampa, il procuratore capo di Parma, Alfonso D’Avino, ha spiegato come l’omicidio sia maturato in un contesto legato agli ambienti della polizia segreta del Burundi, caratterizzato da un clima di terrore che ha ostacolato le indagini per anni. L’arrestato è accusato di concorso nel triplice omicidio delle missionarie saveriane, di cui si ritiene fosse ideatore e organizzatore.
Secondo le ricostruzioni, Harushimana avrebbe svolto un ruolo chiave nell’esecuzione del delitto, fornendo supporto logistico agli esecutori e garantendo loro mezzi e risorse, tra cui la chiave dell’abitazione delle suore e camici da chierichetti per mascherare la loro presenza. Il mandante indicato è il generale Adolphe Nshimirimana, alto ufficiale militare burundese, con il quale Harushimana intratteneva stretti rapporti di collaborazione.
Le missionarie coinvolte, suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e suor Bernardetta Boggian, furono uccise in due distinti momenti tra il 7 e l’8 settembre 2014 nella loro missione a Bujumbura. Le prime due vennero sgozzate nel pomeriggio del 7 settembre e la terza, decapitata nella notte, fu assassinata da un gruppo travestito da poliziotti, in possesso di divise fornite dalla polizia segreta.
Contesto e sviluppi delle indagini
Le tre missionarie italiane, di età compresa tra i 75 e gli 83 anni, erano impegnate da anni in opere di carità e assistenza in Burundi. L’atrocità con cui sono state uccise scosse profondamente la comunità internazionale e la diocesi di Parma.
Le indagini, inizialmente ostacolate da depistaggi e intimidazioni, si sono riaperte nel 2024, con nuovi elementi che hanno contribuito a smascherare la verità dietro il massacro. In particolare, la polizia burundese ha arrestato un uomo di 33 anni, Christian Butoyi, che ha confessato di aver compiuto gli omicidi da solo, motivando il gesto con la controversia legata al terreno su cui sorgeva la missione. Tuttavia, questa versione è stata contestata dagli inquirenti italiani, che ritengono il crimine riconducibile a interessi più ampi, legati a traffici illeciti e repressione politica.
Ulteriori rivelazioni provenienti da testimonianze interne ai servizi segreti burundesi hanno inoltre coinvolto figure di alto profilo, tra cui un religioso italiano, padre Claudio Marano, direttore del centro giovanile vicino alla missione, sospettato di aver avuto un ruolo nella pianificazione dell’omicidio. Padre Marano ha negato ogni accusa, sostenendo di essere stato frainteso e vittima di una campagna diffamatoria.
Le suore sarebbero state uccise perché avevano scoperto e si erano opposte al traffico illecito di farmaci e minerali provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, attività gestita da esponenti della polizia segreta e milizie locali, tra cui gli Imbonerakure, una milizia armata responsabile di numerosi episodi di violenza nel Paese africano.
L’eredità delle suore e il ricordo
Le missionarie furono sepolte nel cimitero saveriano di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, luogo di riposo anche per altri missionari caduti in missione in Africa. La loro memoria continua a essere onorata sia in Burundi che in Italia attraverso iniziative di preghiera e solidarietà.
Questo caso rappresenta uno dei più gravi episodi di violenza contro operatori umanitari italiani all’estero, e l’arresto di Harushimana a Parma segna un passo fondamentale verso la giustizia, dopo anni di attesa per le famiglie e la comunità saveriana. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti del coinvolgimento della polizia segreta e delle strutture di potere burundesi in questo atroce delitto.
