Napoli, 23 febbraio 2026 – Proseguono con intensità le indagini sulla tragica morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto a seguito di un trapianto cardiaco con un cuore compromesso. L’attenzione mediatica e giudiziaria si concentra sull’ospedale Monaldi, dove ieri e oggi i carabinieri del Nas hanno effettuato nuovi accessi per acquisire documentazioni fondamentali all’inchiesta.
Indagini sulla morte di Domenico: le omissioni nella documentazione clinica al Monaldi
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha denunciato che nella cartella clinica fornita dall’ospedale mancherebbe un elemento cruciale: il diario di perfusione, ovvero il tracciato che documenta la circolazione extracorporea durante l’intervento. Questo documento permetterebbe di stabilire con precisione il momento dell’espianto del cuore del piccolo e l’impianto dell’organo danneggiato. La segnalazione verrà formalizzata nelle prossime ore alla Procura di Napoli.
La settimana in corso è decisiva: si attende la fissazione dell’autopsia e il sequestro del cuore trapiantato, per effettuare analisi approfondite sull’organo prelevato a Bolzano il 23 dicembre scorso. L’esame aiuterà a chiarire se errori siano stati commessi durante l’espianto o nel trasporto, in particolare per l’utilizzo del ghiaccio secco anziché dei box tecnologici con controllo della temperatura, come previsto dai protocolli.
Nuove iscrizioni nel registro degli indagati e il dolore della famiglia
La Procura di Napoli ha formalmente richiesto un incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che riguarda il trapianto fallito che ha causato la morte del piccolo Domenico. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, è stata depositata un’integrazione per ampliare il perimetro delle indagini, con la richiesta di riqualificare il reato da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale e di applicare misure cautelari nei confronti degli indagati.
Gli indagati sono saliti da sei a sette, con l’aggiunta di una dirigente medico dell’ospedale Monaldi. Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione sulle modalità di espianto, conservazione e trasporto dell’organo, in particolare sul fatto che il cuore sia stato trasportato utilizzando ghiaccio secco invece del ghiaccio tradizionale, una procedura incompatibile con i protocolli standard e che ha causato il danneggiamento dell’organo.
La famiglia di Domenico vive un dolore profondo e silenzioso. La madre, Patrizia Mercolino, dopo due mesi di visite quotidiane in ospedale, è rimasta a casa a Nola con il marito e i figli più grandi. La donna ha espresso il desiderio che la memoria del piccolo non si spenga con il clamore mediatico, annunciando la costituzione di una fondazione a lui dedicata, con l’obiettivo di sostenere bambini affetti da gravi patologie e vittime di malasanità. La raccolta fondi per avviare l’organismo partirà ufficialmente dopo la costituzione notarile, prevista per i prossimi giorni.
