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Referendum sulla giustizia: dai social le ultime intenzioni di voto

Human Data, piattaforma IA che monitora e interpreta i dati social, ha analizzato le intenzioni di voto al referendum sulla giustizia

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Referendum sulla giustizia

Referendum sulla giustizia | Shutterstock - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Roma, 22 febbraio 2026 – Manca poco più di un mese al referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, e le ultime analisi delle intenzioni di voto mostrano un quadro ancora favorevole al sì, con il 53% degli italiani intenzionati a votare a favore contro il 47% del no. Tuttavia, il margine di vantaggio si è ridotto rispetto ai mesi precedenti, segnalando un crescente equilibrio tra le posizioni, con una stabilità nelle ultime due settimane.

Referendum sulla giustizia: le motivazioni dei sostenitori del sì e del no sui social

L’analisi delle conversazioni sui social network, elaborata dal primo rapporto di Human Data, piattaforma avanzata basata su intelligenza artificiale che monitora e interpreta i dati social integrandoli con sondaggi demoscopici, delinea chiaramente le ragioni di chi sostiene entrambe le posizioni.

Chi è favorevole alla riforma insiste su temi come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (25%), la terzietà del giudice, la maggiore tutela per l’imputato (20%), l’idea di responsabilizzare i magistrati (18%) e lo stop al predominio delle correnti interne (16%). Fra le altre motivazioni spiccano anche la necessità di una modernizzazione della giustizia (13%).

Dall’altra parte, i sostenitori del no puntano il dito contro il potenziale rischio di un controllo politico sui pubblici ministeri (31%) e la politicizzazione del referendum come strumento di opposizione al governo attuale (21%). Critiche vengono mosse anche all’uso del sorteggio giudicato inadeguato (17%), alla distanza della riforma dai bisogni concreti della giustizia (15%) e ai possibili costi legati all’implementazione delle nuove strutture (11%).

L’impatto social e i protagonisti del dibattito online

Nonostante il vantaggio nelle intenzioni di voto per il sì, è il fronte del no a mobilitare maggiormente la rete. Nell’ultimo mese, le interazioni complessive sui social legate al referendum hanno superato i 49 milioni e mezzo, con il no che ha generato circa 21,7 milioni di interazioni e il sì circa 17,7 milioni.

Tra gli opinion leader più influenti online, spicca Alessandro Di Battista, figura di spicco del fronte no, con oltre 5 milioni di interazioni. Segue Giovanni Storti, noto del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, anch’egli schierato contro la riforma, con più di 2 milioni di interazioni. Sul fronte del sì, emergono il contributo dell’avvocato Giuseppe Di Palo e degli account di Welcome to Favelas, entrambi con oltre un milione di interazioni ciascuno, a testimonianza di un dibattito vivace e polarizzato anche sui canali digitali.

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