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Russia, Ucraina e USA si incontrano ad Abu Dhabi per il tanto atteso trilaterale

Delegazioni di Mosca, Kiev e Washington si incontrano negli Emirati Arabi Uniti per discutere una possibile tregua energetica e nuove garanzie di sicurezza per l’Ucraina

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Trilaterale USA, Ucraina e Russia

Nella combo, in alto da sx Steve Witkoff e Jared Kushner; in basso da sx Kyrylo Budanov e Kirill Dmitriev. Ai negoziati trilaterali sul piano di pace per l'Ucraina a Abu Dhabi, Axios rivela che ci saranno per gli Usa gli inviati Witkoff e Kushner, per l'Ucraina il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov e il diplomatico di lungo corso Sergiy Kyslytsya . 22 gennaio 2026 ANSA

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Abu Dhabi, 23 gennaio 2026 – Si avvicinano con cautela i colloqui trilaterali tra USA, Ucraina e Russia, previsti per oggi e domani negli Emirati Arabi Uniti, i primi di questo formato a distanza di quasi quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina. Sebbene le parti abbiano confermato la volontà di avviare il dialogo, permangono forti riserve soprattutto da parte di Mosca, mentre Washington spinge con determinazione e Kiev accetta con una certa prudenza. Al centro del confronto, non dichiarato ufficialmente ma ben presente nelle discussioni diplomatiche, c’è la possibilità di una “tregua energetica“, volta a porre fine agli attacchi contro le infrastrutture energetiche strategiche di entrambi i Paesi.

Usa, Russia, Ucraina: i protagonisti e le dinamiche diplomatiche

Il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente definito “utile sotto ogni aspetto” il primo incontro con l’inviato statunitense Steve Witkoff, che ha aperto la strada al trilaterale. La delegazione russa, guidata dal generale Igor Kostyukov, ha confermato la propria partecipazione agli incontri di Abu Dhabi, sottolineando un interesse genuino verso una soluzione politica e diplomatica, pur ribadendo che l’impegno militare sul terreno proseguirà finché non si raggiungeranno gli obiettivi strategici di Mosca.

Steve Witkoff
Steve Witkoff / Ansa-alanews

Dal canto loro, gli USA, con la presenza di Witkoff e del genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, puntano a capitalizzare sulla recente intesa raggiunta tra Zelensky e Trump sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. L’accordo, annunciato da Zelensky stesso durante il Forum economico mondiale di Davos, rappresenta un passo avanti significativo in termini di supporto militare e difensivo da parte degli USA, anche se la questione dei territori contesi nel Donbass e in Crimea rimane ancora irrisolta.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso con franchezza la sua frustrazione nei confronti degli alleati occidentali, accusandoli di mancanza di volontà politica e di esitazioni che stanno prolungando il conflitto. Nel suo discorso a Davos, Zelensky ha invitato l’Europa a fare un salto di qualità, trasformando la “Coalizione dei Volenterosi” in una “Coalizione d’azione”, per superare divisioni e ritardi che ostacolano il sostegno concreto all’Ucraina. Ha inoltre sottolineato che la firma formale dell’accordo sulle garanzie di sicurezza è imminente, con la trasmissione del documento ai parlamenti nazionali per la ratifica, ma ha ribadito che senza un compromesso russo non si potrà procedere.

Ucraina: Zelensky sulle sanzioni USA alla Russia
Volodymyr Zelensky | EPA/SERGEY DOLZHENKO – alanews

L’agenda degli incontri a Abu Dhabi

Gli incontri trilaterali avranno luogo in un clima diplomatico ancora teso e incerto. Oltre al gruppo di lavoro sulle questioni di sicurezza, è previsto anche un confronto specifico sulle questioni economiche tra Witkoff e Kirill Dmitriev, l’inviato russo per gli Affari economici internazionali. Sul tavolo, oltre alla tregua energetica, ci saranno discussioni su come gestire le pesanti conseguenze economiche del conflitto, che sta mettendo a dura prova la stabilità delle forniture energetiche globali.

La delegazione ucraina, oltre a Zelensky, sarà composta da figure chiave come il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov, e il diplomatico Sergiy Kyslytsya. Per la parte russa, oltre a Dmitriev e Kostyukov, sarà centrale il ruolo di Witkoff e Kushner, che hanno già avuto un incontro a Mosca con Putin, volti a sondare la disponibilità russa a compromessi.

L’incontro segue un intenso confronto durato quattro ore a Mosca tra gli emissari dell’ex presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno poi raggiunto Abu Dhabi dove sono attesi anche altri rappresentanti di rilievo. Tra questi, il segretario dell’Esercito USA Dan Driscoll. La delegazione ucraina è composta da figure di primo piano, quali Rustem Umerov, Kyrylo Budanov, consigliere diplomatico Serhii Kyslytsia e il capo di stato maggiore militare ucraino Andrii Hnatov.

La parte russa sarà rappresentata dall’inviato di Putin, Kirill Dmitriev, insieme al capo dell’intelligence militare, l’ammiraglio Igor Kostyukov. L’obiettivo dichiarato di questo incontro è discutere il futuro del controllo territoriale nel Donbass, una questione che rimane al centro della tensione tra Mosca e Kiev e coinvolge direttamente gli interessi strategici statunitensi nella regione.

Kirill Dmitriev
Kirill Dmitriev | Photo by The Russian Presidential Press and Information Office – Alanews.it

Le sfide geopolitiche e il ruolo degli USA

Gli Stati Uniti d’America confermano così il loro ruolo di mediatore e principale alleato dell’Ucraina, con una presenza militare e diplomatica che continua a essere decisiva. La recente dichiarazione di Trump, che ha sottolineato il desiderio di entrambe le parti di trovare un accordo, evidenzia la volontà di Washington di chiudere un capitolo di instabilità che dura ormai da anni. Tuttavia, le tensioni interne in Europa e le divisioni tra gli Stati membri della NATO, unite a un crescente scetticismo sulla strategia da adottare, complicano il quadro.

L’Europa, definita da Zelensky come un “bellissimo ma frammentato caleidoscopio di potenze medie e piccole”, appare divisa e influenzata dalla necessità di un via libera americano per compiere passi decisivi. La questione della Groenlandia, con i timori di Trump circa una possibile azione militare per il controllo del territorio danese, aggiunge un ulteriore elemento di instabilità nelle relazioni transatlantiche.

In questo contesto, la diplomazia degli Stati Uniti cerca di bilanciare la pressione su Mosca con l’esigenza di mantenere un fronte occidentale unito, mentre Zelensky si fa portavoce di un’accusa netta verso l’inerzia europea e la mancanza di solidarietà concreta, ponendo l’accento su una strategia che deve passare attraverso la concretezza delle garanzie di sicurezza e la protezione delle infrastrutture vitali.

Le prossime ore ad Abu Dhabi saranno dunque decisive per capire se si riuscirà a mettere un freno alla spirale di violenza e a gettare le basi per un negoziato più ampio, che comprenda anche le questioni irrisolte relative ai confini e ai territori contesi, ma al momento la cautela resta la parola d’ordine.

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