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Crans-Montana, i gestori de Le Constellation volevano ampliare la veranda coperta

La richiesta di ampliamento della veranda, presentata pochi giorni prima dell’incendio, solleva interrogativi su sicurezza e autorizzazioni dei lavori al bar di Crans-Montana

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L'esterno di Le Constellation

L'esterno di Le Constellation | EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Ginevra, 5 gennaio 2026 – È emerso che i gestori del bar Le Constellation di Crans-Montana avevano presentato una richiesta di permesso per ampliare la veranda coperta del locale, teatro della tragedia di Capodanno 2025. La domanda, datata 19 dicembre 2025, prevedeva inoltre la rimozione di una porta laterale della veranda, con l’intento di aumentare la capienza e ospitare più clienti.

Dettagli sulla richiesta di ampliamento di Le Constellation

Secondo quanto riportato dalla Radiotelevisione svizzera Romanda (RTS) e dalla trasmissione Mise au Point, il gestore Jacques Moretti aveva presentato la domanda pochi giorni prima della tragedia. L’obiettivo era quello di ampliare la veranda coperta del Le Constellation per poter accogliere un maggior numero di persone, eliminando un’uscita laterale. I lavori erano previsti per l’inizio del 2026, quindi successivamente all’incendio, ma la modifica avrebbe potuto aggravare la situazione durante il rogo, impedendo una fuga più rapida.

Dai documenti resi noti emerge inoltre che alcune porte del locale non erano conformi alle norme di sicurezza: la porta interna del bar, larga 1,5 metri, non si apriva nella direzione di fuga, così come la porta della veranda che si apriva verso l’interno, contrariamente alle prescrizioni.

Questioni sull’autorizzazione dei lavori del 2015

Ulteriori dubbi riguardano i lavori di ristrutturazione del Le Constellation effettuati nel 2015, quando furono installati pannelli fonoassorbenti al soffitto, elemento chiave nella propagazione dell’incendio. Secondo un’inchiesta della NZZ, non risultano pubblicazioni ufficiali né autorizzazioni specifiche per le modifiche interne del locale. Una domanda per l’installazione di una struttura scorrevole in vetro sulla terrazza risulta presentata solo dopo l’inizio dei lavori, e non dai gestori, ma dal proprietario dell’edificio, un cittadino svizzero residente a Crans-Montana.

Le fotografie pubblicate sui social dal gestore mostrano che i lavori sul Le Constellation erano già in corso prima della richiesta ufficiale. La ristrutturazione, completata nel dicembre 2015, aveva coinvolto anche la riduzione della scala del seminterrato e l’installazione della schiuma isolante al soffitto. La domanda di permesso di esercizio fu presentata a luglio 2015 e il bar inaugurato a dicembre dello stesso anno.

I dubbi sollevati da RTS

La Radiotelevisione svizzera romanda (RTS) solleva una questione cruciale: i lavori eseguiti nel 2015 all’interno del bar erano stati effettivamente autorizzati?

È proprio durante quell’intervento che venne installata la schiuma isolante, ritenuta uno degli elementi determinanti nella dinamica dell’incendio. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dalla RTS, nelle gazzette ufficiali non compare alcuna richiesta formale di autorizzazione per le modifiche interne al locale. Esiste invece una pratica relativa all’esterno dell’edificio, presentata non dai gestori francesi del ristorante, ma dal proprietario dell’immobile, un cittadino svizzero identificato con le iniziali J.B. e residente a Crans-Montana.

La richiesta riguardava l’installazione di una struttura scorrevole in vetro e di una tenda retrattile sulla terrazza sul tetto dell’edificio. Un elemento che alimenta ulteriori dubbi è la tempistica: secondo la RTS, la domanda edilizia del 2015 fu depositata tre mesi dopo l’arrivo di un piccolo escavatore sul posto, mentre fotografie pubblicate online tra giugno e ottobre dello stesso anno mostrano lavori già in corso, concentrati soprattutto all’interno del bar.

In quel periodo sarebbero stati modificati diversi elementi strutturali: la terrazza venne rimaneggiata, la scala del seminterrato ridotta e al soffitto fu applicata la schiuma fonoassorbente. I lavori risultano conclusi nel dicembre 2015.

Un ulteriore documento acquisito dalla RTS indica che il gestore presentò domanda per il permesso di esercizio nel luglio 2015. Il locale aprì ufficialmente al pubblico nel dicembre dello stesso anno, dopo il completamento delle opere.

Questi dettagli sono ora al centro delle verifiche delle autorità, chiamate a chiarire se tutte le trasformazioni del locale siano state realizzate nel rispetto delle norme e delle autorizzazioni previste.

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