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Scontri e tensione a Torino durante corteo contro lo sgombero di Askatasuna, usati lacrimogeni

Il corteo di protesta per lo sgombero di Askatasuna ha coinvolto circa mille persone, con feriti tra agenti e manifestanti. Quartiere blindato, polemiche politiche accese

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Roberto Smaldore di Roberto Smaldore

Classe 1997, sono un giornalista e video-reporter. Nel 2023 ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi in Storia contemporanea sul coinvolgimento dei combattenti stranieri nelle guerre jugoslave. Da giugno 2025 collaboro con Alanews occupandomi di cronaca, politica e attualità.

Torino, 18 dicembre 2025 – Violenti scontri hanno segnato il pomeriggio di Torino durante il corteo convocato in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso giovedì. La manifestazione, partita da Palazzo Nuovo, ha presto raggiunto Corso Regina Margherita, dove sono scoppiati i primi contatti tra manifestanti e forze dell’ordine.

Scontri e cariche in Corso Regina Margherita

immagine

Alcuni manifestanti, travisatisi per evitare identificazioni, hanno cercato di forzare il cordone della polizia, innescando un confronto che è rapidamente degenerato. Le forze dell’ordine hanno dapprima utilizzato manganelli e successivamente getti d’idratante, costringendo i manifestanti a indietreggiare di diverse decine di metri. Non è mancato l’uso di lacrimogeni sparati verso i manifestanti, alcuni dei quali sono stati colpiti alla testa. La situazione è degenerata in una vera e propria guerriglia durata circa trenta minuti, con i manifestanti che hanno rilanciato i lacrimogeni e lanciato pietre e fuochi d’artificio contro la polizia.

In Corso Regina Margherita sono state erette barricate e dati alle fiamme alcuni cassonetti per rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine. Dopo circa quaranta minuti di scontri, i manifestanti si sono ritirati in corteo verso la zona della Gran Madre, dove si sono infine sciolti.

Durante le tensioni sono rimasti feriti circa una decina di agenti, colpiti dal lancio di oggetti contundenti. La questura ha confermato che i reparti mobili hanno subito diversi feriti a causa degli scontri.

Il contesto dello sgombero e le reazioni politiche

L’operazione di sgombero del centro sociale Askatasuna, che ha posto fine a quasi trent’anni di occupazione a Corso Regina Margherita 47, è stata condotta all’alba del 18 dicembre da un ingente schieramento di polizia, Digos, carabinieri e guardia di finanza. L’intervento è legato alle indagini su una serie di assalti e scontri avvenuti in città nelle settimane precedenti, tra cui quelli alla redazione de La Stampa, alle OGR e alla sede della Città Metropolitana.

Il sindaco Stefano Lo Russo ha ufficialmente comunicato la cessazione del patto di collaborazione con gli attivisti di Askatasuna, denunciando la violazione delle prescrizioni sul divieto di accesso ai locali del centro sociale, che risultano inagibili e sotto sequestro. Il primo cittadino ha così interrotto un accordo avviato in primavera 2025, che mirava a regolarizzare e co-gestire l’edificio come bene comune.

La chiusura dell’accordo è stata motivata dalla prefettura di Torino, che ha segnalato le irregolarità. Contestualmente, si è proceduto anche al sequestro di dispositivi elettronici e materiale utilizzato durante le azioni violente.

Le reazioni politiche sono state nette e contrastanti. Esponenti di Lega e Fratelli d’Italia hanno esultato per l’operazione, ritenendola un segnale di fermezza contro la violenza. Il Partito Democratico, invece, ha invitato a superare le tensioni, suggerendo di estendere gli sgomberi a realtà come Casa Pound. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni del sindaco Lo Russo, criticando la gestione della vicenda.

La manifestazione di protesta ha visto la partecipazione di circa un migliaio di persone che, dopo gli scontri, hanno tentato più volte di avvicinarsi all’edificio sgomberato, senza riuscirvi a causa della presenza massiccia delle forze dell’ordine e dei ripetuti interventi con idranti e lacrimogeni.

Il quartiere Vanchiglia, dove si trova Askatasuna, è rimasto militarizzato, con traffico deviato e chiusura temporanea di scuole e asili nelle vicinanze. Residenti e commercianti hanno espresso solidarietà agli attivisti durante la protesta, mentre un presidio permanente con gazebo, sedie e tavoli era stato allestito nei pressi del centro sociale prima della carica della polizia.

Il centro sociale Askatasuna, occupato dal 1996, si è distinto per l’organizzazione di eventi culturali, sociali e politici, con un forte legame con il quartiere e un impegno su temi come il diritto alla casa e al lavoro. L’intervento di sgombero rappresenta una svolta nella gestione delle realtà autonome a Torino, mentre il dibattito sul futuro dell’edificio e delle attività sociali prosegue tra tensioni e manifestazioni di solidarietà.

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