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Occhi puntati sulla cometa 3I/ATLAS: ecco perché segnarsi la data del 19 dicembre

La cometa interstellare 3I/ATLAS, oggetto di studio globale per le sue anomalie e peculiarità, tornerà protagonista il 19 dicembre: ecco perché

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Cometa 3I/ATLAS

Cometa 3I/ATLAS | Instagram - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

L’attenzione della comunità scientifica e degli appassionati di astronomia è tutta rivolta a 3I/ATLAS, la cometa interstellare scoperta il 1° luglio 2025 dal sistema cileno ATLAS, che continua a svelare sorprendenti caratteristiche e a catalizzare una vasta campagna di osservazione globale. Questo enigmatico corpo celeste, il terzo oggetto interstellare finora identificato nel Sistema Solare dopo 1I/‘Oumuamua e 2I/Borisov, sta offrendo una preziosa finestra sulle proprietà di oggetti provenienti da altri sistemi stellari.

3I/ATLAS: un fenomeno astronomico seguito su più fronti

3I/ATLAS, dall’inclinazione orbitale retrograda e dalla traiettoria iperbolica con eccentricità record di oltre 6, è transitata al perielio lo scorso 29 ottobre a circa 1,36 UA dal Sole, muovendosi a una velocità di 68,3 km/s. La cometa si è avvicinata a Marte fino a 28 milioni di chilometri il 3 ottobre, permettendo a sonde come il Mars Reconnaissance Orbiter e MAVEN di acquisire immagini e dati spettroscopici fondamentali per comprendere la sua composizione e l’attività di emissione dei gas nella chioma. Anche il rover Perseverance ha immortalato la tenue presenza della cometa dal suolo marziano, offrendo un punto di vista unico.

3I ATLAS
3I/ATLAS | Instagram – alanews

 

Nel periodo in cui la cometa è rimasta nascosta dietro il Sole, missioni specializzate nella sorveglianza eliofisica come STEREO, SOHO ed il recente PUNCH hanno monitorato il suo passaggio, con quest’ultimo che ha per la prima volta osservato intenzionalmente un corpo interstellare in una regione del cielo normalmente inaccessibile dai telescopi terrestri. A settembre, le sonde Psyche e Lucy, dirette verso asteroidi del Sistema Solare, hanno dedicato tempo a fotografare 3I/ATLAS, raccogliendo dati preziosi per modellare la struttura della sua chioma e coda.

Anomalie e dibattiti sull’origine e natura di 3I/ATLAS

Il passaggio di 3I/ATLAS ha suscitato un acceso dibattito tra gli astronomi per alcune sue caratteristiche insolite. Tra le anomalie segnalate vi è un aumento rapidissimo della luminosità, superiore a quello tipico delle comete provenienti dalla nube di Oort. La cometa presenta inoltre un colore blu intenso, attribuito a una forte emissione di gas ionizzati, e una corona di gas estesa circa 300.000 km, più ampia del previsto. Questi elementi hanno alimentato speculazioni, anche di natura più fantasiosa, sull’ipotesi di un’origine artificiale, sostenuta da alcuni astrofisici come Avi Loeb e Michio Kaku, che vedono in 3I/ATLAS un potenziale artefatto di civiltà extraterrestri. Tuttavia, la maggioranza degli esperti ritiene che tali fenomeni rientrino nelle variabilità osservate nelle comete, causate dalla sublimazione di ghiacci volatili e dall’interazione con la radiazione solare.

Ulteriori peculiarità sono state osservate nella composizione chimica, con un’elevata presenza di nickel e una scarsità di ferro e acqua, così come nella polarizzazione della luce riflessa. La traiettoria della cometa si allinea sorprendentemente entro pochi gradi con la direzione del celebre “Wow! Signal”, un misterioso segnale radio captato negli anni ’70, aggiungendo un ulteriore elemento di mistero.

Osservazioni future e iniziative scientifiche

Dopo aver raggiunto il punto di minima distanza dalla Terra (270 milioni di chilometri) il 19 dicembre 2025, 3I/ATLAS proseguirà il viaggio verso l’orbita di Giove, che attraverserà in primavera 2026. Sebbene non sia visibile a occhio nudo, il suo passaggio sarà ampiamente monitorato da telescopi terrestri e spaziali, compresi il telescopio spaziale Hubble e il James Webb, che hanno già prodotto importanti dati spettroscopici.

Parallelamente, proseguiranno le osservazioni da parte di missioni come SPHEREx e TESS, oltre al lavoro del Centro Studi Astronomici Antares di Trieste, che attraverso mostre di fotografia astronomica e conferenze divulgative sta promuovendo la conoscenza di questi fenomeni cosmici. L’evento più vicino nel tempo sarà la mostra “Sguardi nel buio degli anni-luce”, inaugurata recentemente a Monfalcone, che offre un percorso visivo e scientifico nel cosmo profondo, con un focus particolare sugli oggetti come 3I/ATLAS.

La Nasa, che coordina la più ampia campagna di osservazione mai realizzata per un corpo interstellare, continua a coinvolgere un impressionante numero di strumenti per decifrare i segreti di questa “messaggera galattica”, simbolo della complessità e della vastità dell’universo.

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