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Davide Lacerenza: “Ero caduto nella tossicodipendenza, se mi riguardo in video mi faccio schifo”

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Davide Lacerenza

Davide Lacerenza, revocati i domiciliari | Instagram @gcruciani

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Milano, 27 ottobre 2025 – Dopo mesi di tensione e difficoltà personali, Davide Lacerenza, noto imprenditore e proprietario della celebre Gintoneria di Milano, ha finalmente ottenuto un’importante svolta giudiziaria. Il 59enne, coinvolto in un’inchiesta per spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione all’interno del suo locale, ha patteggiato la pena riconoscendo di aver perso il controllo della propria vita a causa della tossicodipendenza. Negli ultimi mesi, inoltre, la sua situazione si è aggravata anche sul piano della salute, con un sospetto ictus che ha richiesto un ricovero d’urgenza.

Davide Lacerenza e la conclusione dell’inchiesta sulla Gintoneria

Il 4 marzo 2025, Davide Lacerenza era stato arrestato insieme all’ex compagna Stefania Nobile con accuse gravi quali autoriciclaggio, sfruttamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini avevano fatto emergere un giro illecito di droga e prostituzione organizzato all’interno della famosa Gintoneria di via Napo Torriani, uno dei locali più frequentati e conosciuti della città di Milano.

La Gintoneria di Davide Lacerenza
La Gintoneria di Davide Lacerenza | Alanews

Nei mesi successivi all’arresto, Lacerenza è stato sottoposto agli arresti domiciliari nel suo appartamento di viale Lunigiana, situazione che si è protratta fino alla fine di settembre, quando la giudice per le indagini preliminari Marta Pollicino ha ratificato il patteggiamento. Questo ha permesso a Lacerenza di tornare libero, seppur con l’obbligo di non lasciare Milano, come riportato da fonti ufficiali e confermato dall’avvocato difensore.

Il percorso di riabilitazione e la confessione di Lacerenza

In una recente intervista a Gurulandia, Davide Lacerenza ha ammesso apertamente di aver “perso il controllo” e di essere “caduto nel mondo della tossicodipendenza”. Questa confessione ha rappresentato un momento di svolta importante nel processo, dimostrando una presa di coscienza da parte dell’imprenditore, che ora si impegna a ricostruire la propria vita lontano dalle dipendenze e dalle attività illecite. “Da lì è cambiato tutto, pensavo di poterla gestire e invece piano piano ti prende sempre più. Non vedi più famiglia, più nulla e hai deliri di onnipotenza. Se mi riguardo in video mi faccio schifo”.

Il patteggiamento ha stabilito una pena concordata tra l’accusa e la difesa, che ha evitato un lungo processo penale, consentendo a Lacerenza di ripartire da zero, come ha dichiarato il suo legale. Nell’ambito della sentenza, inoltre, è stata disposta la confisca di beni per un valore di oltre 900mila euro, tra cui anche alcune bottiglie di champagne di pregio del locale, che verranno messe all’asta.

Le condizioni di salute e il ritorno alla libertà

Durante il periodo di detenzione domiciliare, Lacerenza ha dovuto affrontare anche problemi di salute significativi. Nella notte del 1° aprile 2025, ha accusato sintomi neurologici che hanno fatto temere un ictus. Il ricovero urgente al Policlinico di Milano, nel reparto di Neurologia, ha permesso di escludere complicanze gravi, anche se la situazione ha rappresentato un ulteriore momento di difficoltà per l’imprenditore.

Il 25 settembre 2025, dopo oltre sei mesi agli arresti domiciliari, la revoca della misura cautelare ha segnato il ritorno alla libertà di Davide Lacerenza, con l’unica prescrizione di non allontanarsi dalla città di Milano. Questo passo importante è stato accolto con favore dallo stesso Lacerenza, che si dichiara pronto a voltare pagina e a ricostruire la propria vita personale e professionale.

Le vicende giudiziarie di Lacerenza e della sua ex compagna Stefania Nobile, coinvolta anch’essa nel patteggiamento, hanno acceso i riflettori sulle dinamiche nascoste dietro alcuni locali di Milano, con un’attenzione particolare alle problematiche legate alla criminalità organizzata, allo sfruttamento e alle dipendenze. La conclusione di questo capitolo giudiziario rappresenta una svolta che, auspicabilmente, porterà a una maggiore trasparenza e legalità nel mondo della nightlife milanese.

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