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Bogotà richiama l’ambasciatore dagli Usa dopo scontro tra Petro e Trump su narcotraffico

La crisi diplomatica tra Colombia e Stati Uniti si aggrava dopo le accuse di Trump sul narcotraffico e la minaccia di nuovi dazi, con ripercussioni su economia e relazioni bilaterali

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Gustavo Petro

Gustavo Petro e Donald Trump: crisi crescente tra Usa e Colombia | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bogotà, 20 ottobre 2025 – La Colombia ha richiamato il suo ambasciatore negli Stati Uniti, Daniel García-Peña, per consultazioni ufficiali, a seguito delle crescenti tensioni diplomatiche tra il presidente colombiano Gustavo Petro e il presidente statunitense Donald Trump. La decisione è stata confermata dal ministero degli Esteri colombiano, che ha annunciato ulteriori sviluppi nel corso della giornata.

Petro-Trump e il conflitto diplomatico tra Bogotá e Washington

Lo strappo diplomatico arriva all’indomani di un acceso scambio di accuse tra i due leader. Donald Trump ha accusato Bogotá di favorire la produzione di stupefacenti e di non contrastare efficacemente le reti criminali legate al narcotraffico, minacciando inoltre l’imposizione di nuovi dazi commerciali nei confronti della Colombia, uno dei pochi Paesi latinoamericani che mantiene gli USA come principale partner commerciale. Queste affermazioni sono state rilanciate anche dal senatore repubblicano Lindsey Graham, noto alleato di Trump, che ha confermato l’intenzione del presidente di annunciare presto misure protezionistiche costituite da dazi sulle importazioni colombiane.

In risposta, Gustavo Petro ha respinto fermamente ogni accusa, definendosi il “principale nemico del narcotraffico” nel paese e invitando l’amministrazione statunitense a informarsi meglio sulla realtà colombiana. Il presidente colombiano è noto per le sue critiche al dispiegamento di forze navali statunitensi nei Caraibi, operazioni ufficialmente mirate a contrastare il narcotraffico. Petro ha denunciato episodi controversi, come l’affondamento di alcune imbarcazioni durante queste missioni, incluso quello di una barca che trasportava un pescatore, morto nell’incidente, definendo tali azioni come “assassinii” da parte degli USA.

Contesto di tensioni e impatti economici

Questo confronto si inserisce in un quadro di crescenti tensioni tra Bogotá e Washington riguardo alla strategia antidroga. La mossa di richiamare l’ambasciatore rappresenta un significativo deterioramento nei rapporti bilaterali. Oltre agli aspetti politici e di sicurezza, le tensioni hanno anche importanti risvolti economici: la prospettiva di nuovi dazi USA sulle importazioni colombiane mette in allarme il settore commerciale del paese andino, particolarmente vulnerabile a tali restrizioni.

La situazione rimane in evoluzione, con il governo colombiano che ha annunciato ulteriori comunicazioni ufficiali nelle prossime ore. Intanto, l’intera vicenda è seguita con attenzione anche da osservatori internazionali, data la rilevanza della Colombia come attore chiave nella lotta al narcotraffico e nel contesto geopolitico latinoamericano.

Accuse incrociate e scontro diplomatico

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha intensificato le tensioni diplomatiche con gli Stati Uniti attaccando duramente l’ex presidente statunitense Donald Trump, definendolo “maleducato e ignorante verso la Colombia”. L’attacco arriva in risposta alle recenti accuse di Trump, che ha imputato a Petro una presunta collusione con il narcotraffico, alimentando un acceso confronto tra i due leader.

In un post pubblicato sulla piattaforma X, il capo di Stato colombiano ha sottolineato che “mai la Colombia è stata irrispettosa con gli Usa, anzi ha sempre apprezzato la loro cultura”, evidenziando al contempo la profonda distanza ideologica che lo separa da Trump. “Io non faccio affari come lei, sono socialista, credo nell’aiuto e nel bene comune”, ha dichiarato Petro, aggiungendo di non essere “un uomo d’affari, ancor meno un narcotrafficante”, e di non avere “avidità nel cuore”, né “la brama tipica del capitalismo e dei mafiosi”.

Le tensioni sono esplose nelle ultime settimane, dopo che Trump aveva accusato Petro di favorire la produzione massiccia di droga, minacciando l’imposizione di dazi e tagli agli aiuti statunitensi. Come reazione, Bogotá ha richiamato il proprio ambasciatore a Washington e sta valutando ulteriori misure diplomatiche, aprendo così un nuovo fronte in un rapporto già complicato da divergenze sulla strategia antidroga.

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