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DAZN, lettere e multe per 2.000 utenti IPTV: chi ha guardato partite illegalmente rischia fino a 10 anni di abbonamenti

Dopo l’operazione della Guardia di Finanza di Lecce, la piattaforma chiede fino a 500 euro di indennizzo ai pirati e minaccia azioni legali

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Un televisore attende il segnale di Dazn

Un televisore attende il segnale di Dazn | ANSA/LUCA ZENNARO - Alanews.it

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Giornalista e autore per Alanews.it, si occupa di attualità, politica, economia e società con particolare attenzione all’analisi dei fatti e alla verifica delle fonti. Il suo lavoro si concentra sulla cronaca e sull’approfondimento dei temi che influenzano il dibattito pubblico, con uno stile chiaro, rigoroso e orientato alla comprensione dei fenomeni contemporanei. Attraverso articoli, analisi e contenuti multimediali contribuisce alla produzione editoriale di Alanews, seguendo i principali eventi nazionali e internazionali e raccontandoli con un approccio informativo indipendente e basato sui principi del giornalismo professionale.

Roma, 8 ottobre 2025 – Stretta senza precedenti contro la pirateria digitale. DAZN ha iniziato a inviare in questi giorni lettere raccomandate a circa 2.000 utenti italiani identificati e multati dalla Guardia di Finanza di Lecce nell’ambito di un’indagine antipirateria che ha accertato la visione illegale di partite di Serie A trasmesse tramite servizi IPTV non autorizzati.

Per chi ha ricevuto la comunicazione, la questione non si chiuderà con la sanzione amministrativa di 141 euro prevista dalla legge. La piattaforma, parte lesa nel procedimento, ha infatti avviato azioni civili per risarcimento dei danni economici e d’immagine subiti.

Lettera e proposta di conciliazione

La comunicazione, datata 26 settembre 2025 e spedita tramite raccomandata, ha come oggetto “Illecita acquisizione di servizi IPTV relativi a pacchetti aventi ad oggetto la visione delle dirette delle partite del Campionato di Calcio di Serie A”. Nel testo, DAZN informa che, nell’ambito del procedimento penale n. 7719/22 R.G.N.R. della Procura di Lecce, è stata accertata “l’illecita acquisizione” di contenuti audiovisivi coperti da diritti esclusivi.

Grazie all’autorizzazione della Procura e alle indagini del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, è stato possibile risalire ai responsabili tramite analisi di dati anagrafici, bancari e di localizzazione. I dati raccolti sono stati poi trasmessi ai titolari dei diritti, consentendo a DAZN di procedere civilmente contro gli utenti coinvolti.

La piattaforma offre però una via conciliativa: chi accetta entro sette giorni dal ricevimento della lettera può chiudere la vicenda versando un indennizzo forfettario di 500 euro e firmando un impegno a non reiterare la condotta. In caso contrario, si legge nel documento, “DAZN si riterrà libera di avviare le iniziative giudiziarie appropriate”.

Secondo fonti vicine al dossier, la proposta mira a evitare cause lunghe e costose, ma vuole anche mandare un messaggio forte: la visione illegale di eventi sportivi non sarà più tollerata come un fenomeno di nicchia o “senza vittime”.

La posizione di DAZN: “Non è furbo, non è gratis”

Il CEO di DAZN Italia, Stefano Azzi, ha ribadito la linea dura dell’azienda:

“Guardare illegalmente contenuti mette a rischio chi lo fa e colpisce lo sport alle radici. Non è furbo. Non è gratis. Non è senza conseguenze. Un’azione risarcitoria può equivalere a dieci anni di abbonamenti legali. Tifare in modo corretto è l’unico modo per tenere vivo lo spettacolo che amiamo.”

Le parole di Azzi arrivano dopo la decisione congiunta di DAZN e Sky di chiedere alla magistratura l’accesso alla lista completa degli utenti sanzionati, per poter esercitare i propri diritti di parte lesa.

Pirateria, un fenomeno ancora diffuso

L’operazione della Guardia di Finanza di Lecce – una delle più vaste mai condotte in Italia – ha svelato un sistema organizzato di rivendita e fruizione di IPTV illegali. Con un costo medio di pochi euro al mese, gli utenti potevano accedere a partite, film e serie protette da copyright. Ma dietro la convenienza apparente si nascondeva un reato punibile sia in sede penale sia amministrativa.

Le autorità ricordano che anche chi usufruisce passivamente di questi servizi commette violazioni di legge. Le nuove norme antipirateria introdotte dal Governo nel 2023 prevedono infatti sanzioni pecuniarie, confisca dei dispositivi e, nei casi più gravi, reclusione fino a tre anni.

La stretta di DAZN: un cambio di strategia

Con l’invio delle lettere, DAZN inaugura una nuova fase di contrasto diretto: non solo segnalazioni alle autorità, ma azioni risarcitorie individuali contro chi utilizza canali illegali. L’obiettivo è duplice: dissuadere chi continua a usare IPTV e riaffermare il valore economico del prodotto sportivo.

In un contesto in cui la pirateria digitale danneggia l’intera filiera — dagli editori ai club, fino agli atleti — la società punta a trasformare il messaggio in un monito pubblico: guardare partite “a scrocco” non è solo scorretto, è un rischio concreto per chi lo fa.

Una lezione per il futuro

Le prime reazioni online mostrano sorpresa e timore tra gli utenti colpiti. Alcuni hanno confermato di aver ricevuto la raccomandata, pubblicando estratti sui social e chiedendo chiarimenti legali. Ma il segnale è chiaro: la tolleranza zero verso la pirateria è ormai realtà.

Per molti, questa operazione potrebbe rappresentare un punto di svolta. La tecnologia ha reso semplice guardare tutto, ma la legge — come ricorda DAZN — resta altrettanto chiara:
“Non è gratis, e non è senza conseguenze.”

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