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Ue studia prestito fino a 130 miliardi a Kiev con garanzie su asset russi

L’Unione Europea valuta un nuovo schema di finanziamento per l’Ucraina, garantito dagli asset russi congelati e in coordinamento con FMI e G7, in attesa del via libera politico

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Bandiera della Ue

Ue studia un prestito di riparazione da 130 milioni per l'Ucraina

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bruxelles, 24 settembre 2025 – L’Unione Europea sta definendo un ambizioso progetto di sostegno finanziario a favore dell’Ucraina, con un meccanismo di prestito che potrebbe raggiungere un valore massimo di 130 miliardi di euro. Tale iniziativa, denominata “prestito di riparazione” (reparation loan), utilizzerà come garanzia una parte degli asset russi congelati in Europa a seguito delle sanzioni imposte per il conflitto in corso.

Prestito di riparazione e garanzie europee

Secondo quanto appreso da fonti diplomatiche, il finanziamento sarà garantito dagli Stati membri dell’UE, attraverso l’impiego principalmente degli asset russi detenuti in Eurobond a zero coupon, immessi nel circuito europeo e congelati formalmente presso la piattaforma belga Euroclear, con la liquidità custodita dalla Banca centrale europea (BCE). Il meccanismo è ancora in fase di studio da parte della Commissione europea, in particolare per quanto riguarda il requisito di maggioranza necessaria per l’approvazione: si valuta se sarà richiesta l’unanimità o una maggioranza qualificata tra i 27 Paesi membri.

Il prestito sarà strutturato in modo da non configurarsi come una confisca dei beni russi, ma prevederà una restituzione da parte di Kiev qualora, a conflitto terminato, l’Ucraina riceva effettivamente le riparazioni di guerra da Mosca. Inoltre, tali fondi rimarranno congelati in Europa fino alla revoca delle sanzioni.

Le garanzie europee, secondo le fonti, potrebbero attivarsi solo in uno scenario molto improbabile in cui l’Ucraina non riceva le riparazioni ma le sanzioni vengano al contempo rimosse. Parallelamente, il coinvolgimento del G7 è previsto, con una riunione dei ministri finanziari già fissata per il primo ottobre, mentre il dossier sarà discusso al Consiglio Ecofin del 10 ottobre e, presumibilmente, al Consiglio europeo del 23-24 ottobre.

Ruolo del Fondo Monetario Internazionale

Sul fronte del coordinamento finanziario, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è attualmente impegnato nella valutazione della richiesta avanzata da Kiev il 9 settembre scorso per un nuovo programma di sostegno. L’FMI non ha ancora definito una roadmap ufficiale, ma si attende che entro breve venga raggiunto un accordo tecnico a livello di staff sul fabbisogno finanziario ucraino per il biennio 2026-2027, che formerà la base per un successivo “staff report” da sottoporre all’approvazione del board.

L’importo esatto del prestito sarà quindi determinato in relazione a questa valutazione, tenendo conto anche dei fondi già concessi attraverso altri strumenti di finanziamento europeo, come i prestiti ERA. Attualmente, la quota degli asset russi congelati in UE non investiti in titoli si aggira intorno ai 175 miliardi di euro, da cui verrà sottratta la parte già impegnata.

Questa operazione rappresenta una tappa significativa nella strategia di sostegno europeo all’Ucraina, in un contesto geopolitico ancora caratterizzato da tensioni e incertezze, e riflette una crescente convergenza tra gli Stati membri sul rafforzamento dell’assistenza economica.

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