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TikTok, intesa Usa-Cina: cosa cambia ora per gli utenti

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TikTok / alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Pechino, 16 settembre 2025 – Dopo mesi di trattative serrate, Usa e Cina hanno raggiunto un accordo storico su TikTok, scongiurando il rischio del bando dell’app nel mercato statunitense. L’intesa, che sarà formalizzata nei prossimi giorni durante l’incontro tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, prevede il trasferimento della gestione della divisione americana di TikTok sotto il controllo di investitori statunitensi, con ByteDance, la società cinese proprietaria, relegata a socio di minoranza.

La nuova governance di TikTok negli Stati Uniti

L’accordo, siglato a Madrid, stabilisce che la proprietà della divisione americana sarà affidata al fondo Bessent, guidato dal segretario del Tesoro Usa Scott Bessent, garantendo così una gestione più “americanizzata” dell’app. Questa decisione arriva dopo anni di controversie, che risalgono al 2020 quando l’amministrazione Trump aveva tentato di forzare la cessione a gruppi statunitensi come Oracle e Walmart, motivando la mossa con timori per la sicurezza dei dati degli utenti americani.

La legge approvata dal Congresso nel 2024 aveva imposto a ByteDance di scegliere tra la vendita della divisione americana o l’uscita dal mercato Usa. L’accordo attuale elimina questa incertezza e offre continuità agli oltre 170 milioni di utenti statunitensi, consentendo all’app di rimanere operativa con server localizzati negli Stati Uniti e sottoposta a regole più rigide contro manipolazioni e disinformazione.

Impatto sugli utenti e sul mercato digitale

Dal punto di vista degli utenti, l’esperienza su TikTok rimarrà sostanzialmente invariata, ma vi sarà un maggiore allineamento agli standard normativi delle big tech californiane, con particolare attenzione alla tutela degli adolescenti dall’eccessiva esposizione algoritmica. Sul piano economico, la separazione delle attività americane da quelle cinesi comporterà costi aggiuntivi per la gestione di strutture parallele, mentre le aziende tecnologiche statunitensi potrebbero rafforzare la loro posizione nel mercato globale, riducendo l’influenza dei colossi cinesi in Occidente.

Le questioni aperte: l’algoritmo e la direzione culturale

Nonostante l’accordo, il futuro dell’algoritmo di TikTok rimane un punto critico, con la Casa Bianca che ancora discute sulla sua gestione. La questione va oltre la tecnologia: come già avviene con Douyin, la versione cinese dell’app, dove prevalgono contenuti patriottici ed educativi, la piattaforma americana potrebbe diventare uno strumento strategico per orientare opinioni e valori culturali. Donald Trump ha evidenziato il valore dell’app tra i giovani e dovrà decidere se mantenerla come piattaforma di intrattenimento consumistico o trasformarla in uno spazio con una funzione più educativa e pedagogica.

Il segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato che l’accordo quadro è operativo, ma le trattative continueranno per definire gli aspetti più delicati, in particolare legati alla trasparenza e al controllo dell’algoritmo. Per l’amministrazione americana, si tratta di un compromesso che coniuga sicurezza nazionale e consenso giovanile, salvaguardando un ecosistema digitale ormai centrale per milioni di utenti.

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