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Biennale, perché Gal Gadot e Gerard Butler sono al centro della polemica

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Gal Gadot e Gerard Butler al centro delle polemiche a Venezia

Gal Gadot e Gerard Butler al centro delle polemiche a Venezia | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Venezia, 26 agosto 2025 – All’indomani del crescente clima di tensione legato al conflitto israelo-palestinese, si riaccende la polemica attorno alla presenza di due celebri attori hollywoodiani, Gal Gadot e Gerard Butler, invitati alla Biennale di Venezia per la presentazione del nuovo film del regista Julian Schnabel. L’appello degli attivisti proPalestina, raccolto da Venice4Palestine, il collettivo organizzatore di una manifestazione prevista per il 30 agosto, chiede un netto ritiro dell’invito rivolto ai due protagonisti, a causa del loro esplicito sostegno alle forze armate israeliane.

Gal Gadot, da Miss Israele a icona hollywoodiana

Gal Gadot è una delle attrici israeliane più riconosciute a livello globale, nota soprattutto per il ruolo di Wonder Woman e per la sua partecipazione alla saga di Fast & Furious. Eletta Miss Israele nel 2004, ha rappresentato il suo paese a Miss Universo nello stesso anno. Figlia di una famiglia con radici ebraiche tradizionali, Gadot ha sempre mostrato un forte legame con la propria terra, testimoniato anche dal servizio militare obbligatorio prestato tra il 2005 e il 2006 nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF), dove è stata anche istruttrice di combattimento. La sua formazione militare ha influenzato anche la sua carriera, permettendole di eseguire personalmente molte scene d’azione senza controfigure.

Negli ultimi mesi, in particolare dopo l’escalation del 7 ottobre 2023, Gadot ha assunto un ruolo pubblico di sostegno alle famiglie degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas, partecipando a manifestazioni e scioperi nazionali in Israele. Pur non risiedendo più stabilmente nel suo paese d’origine, l’attrice non ha nascosto la propria posizione politica, dichiarando che gli eventi l’hanno spinta a parlare pubblicamente di temi controversi, “anche se è estremamente scomodo“.

Gal Gadot e le recenti controversie

Il legame con Israele ha però generato controversie anche nel mondo dello spettacolo. Il recente remake Disney di Biancaneve, in cui Gadot interpreta la regina cattiva, ha subito un boicottaggio, in parte a causa della sua posizione politica, ma anche per la tensione con la protagonista Rachel Zegler, nota sostenitrice della causa palestinese. La tensione ha portato allo spostamento della première in un luogo più isolato per evitare manifestazioni. La pellicola, la cui uscita è stata posticipata al marzo 2025, ha subito perdite economiche stimate intorno ai 115 milioni di dollari.

Inoltre, durante la cerimonia di consegna della stella sulla Hollywood Walk of Fame a marzo 2025, Gadot è stata oggetto di proteste e la sua stella è stata vandalizzata poche ore dopo l’evento.

Gerard Butler e il sostegno alle Forze di Difesa Israeliane: un passato controverso

Il secondo attore nel mirino della protesta è Gerard Butler, attore britannico celebre per ruoli in film d’azione come 300 e la trilogia di Attacco al potere. La controversia nasce da un gala di raccolta fondi tenuto nel 2018, organizzato da Friends of the Israel Defense Forces, nel quale Butler ha contribuito a raccogliere 60 milioni di dollari a favore delle forze armate israeliane. Da allora, Butler ha evitato di commentare pubblicamente la guerra in Medio Oriente, ma il suo coinvolgimento passato continua a suscitare critiche.

La sua partecipazione alla Biennale di Venezia per la presentazione del film di Schnabel non è ancora né confermata né smentita, ma la sua presenza rischia di alimentare ulteriori tensioni nel contesto già delicato del festival.

La posizione del regista Julian Schnabel e il film su Dante

Julian Schnabel, regista del film su Dante in programma alla Biennale, ha voluto prendere posizione in merito alle polemiche. In una dichiarazione rilasciata recentemente, ha ricordato il suo passato impegno con un progetto dedicato alla giornalista palestinese Rula Jebreal, con il film Miral realizzato quindici anni fa, che racconta la storia di una giovane palestinese coinvolta nella causa del suo popolo.

Schnabel ha espresso un messaggio di condanna verso qualsiasi forma di sofferenza inflitta ai bambini, ribadendo la sua posizione neutrale sulle questioni politiche, sottolineando che “qualsiasi sofferenza causata da adulti che dovrebbero proteggere i più piccoli è inaccettabile, ovunque nel mondo”.

La delegazione del film su Dante dovrebbe includere il protagonista Oscar Isaac, Jason Momoa, Louis Cancelmi e lo stesso regista, mentre non è ancora chiara la presenza di Gal Gadot e Gerard Butler. Il dibattito sulla partecipazione degli attori pro-israeliani alla manifestazione veneziana riflette le tensioni più ampie che coinvolgono non solo la geopolitica, ma anche il mondo dello spettacolo e la cultura internazionale.

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