alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Ucciso e sciolto nell’acido, ma per i giudici non è metodo mafioso: sentenza shock a Napoli

Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Un carabiniere vicino alla sua vettura - carabinieri

Un carabiniere vicino alla sua vettura | Pixabay @AlbertoFornasari - alanews.it

Redazione di Redazione

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha emesso una sentenza di secondo grado sull’omicidio di Giulio Giaccio, il giovane di 26 anni assassinato il 30 luglio 2000 e sciolto nell’acido a seguito di uno scambio di persona. Nonostante la gravità del delitto, l’aggravante mafiosa non è stata riconosciuta dai giudici, che hanno inflitto pene poco severe agli imputati

La sentenza di secondo grado: condanne ma senza aggravante mafiosa

La Corte ha condannato Salvatore Cammarota a 16 anni di carcere, con una riduzione della pena dovuta all’attenuante equivalente riconosciuta in relazione a un’offerta di risarcimento fatta alla famiglia della vittima. La pena per Carlo Nappi è stata confermata a 30 anni, mentre Roberto Perrone ha visto la sua condanna ridotta a 8 anni per il riconoscimento del concorso anomalo nel reato.

In primo grado, Cammarota e Nappi erano stati condannati a 30 anni ciascuno, mentre Perrone, collaboratore di giustizia, aveva ricevuto una pena di 14 anni. Durante il processo, Cammarota ha tentato due volte di risarcire la famiglia Giaccio, offrendo una casa e successivamente un’offerta economica di circa 200mila euro, entrambe rifiutate.

Il contesto del delitto e le dinamiche dell’omicidio

Giulio Giaccio fu ucciso perché scambiato per un altro uomo, ritenuto colpevole di intrattenere una relazione sentimentale con la sorella di un affiliato al clan Polverino, gruppo camorristico operante nell’area di Marano di Napoli e dintorni. Il giovane, un operaio senza legami con la criminalità organizzata, fu sequestrato da malviventi travestiti da agenti di polizia e ucciso con un colpo alla nuca durante il tragitto in auto. Il corpo venne poi sciolto nell’acido.

Le indagini, riaperte nel 2015 grazie alle rivelazioni di collaboratori di giustizia, hanno identificato gli esecutori materiali e i mandanti del delitto, tra cui Salvatore Cammarota, figura di spicco del clan Polverino, che si oppose alla relazione della sorella con l’uomo ritenuto responsabile.

Gli inquirenti hanno confermato che il movente fu di natura personale e familiare, legato alla volontà di punire chi aveva “offeso” il capo clan, ma la Corte ha escluso l’aggravante mafiosa, distinguendo il delitto da una vera e propria azione di camorra.

Questa sentenza rappresenta un momento importante nel lungo iter giudiziario che ha coinvolto il clan Polverino, già sotto indagine per numerosi altri crimini, e apre nuovi spazi di dibattito sulla definizione giuridica dei delitti riconducibili alla criminalità organizzata nel territorio campano.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    Quattro fermati per l’omicidio di Nicola Musiani a Pinarella di Cervia
  • articolo 2 di 4
    Cappellari: “Mi sono inventato l’attentato, mi scuso con tutti”
  • articolo 3 di 4
    Milano, difesa agente arrestato: “Accuse respinte, chiesti i domiciliari”
  • articolo 4 di 4
    Crans-Montana: videocall al posto dell’obbligo di firma per i Moretti
fine elenco

Articoli recenti

  • Quattro fermati per l’omicidio di Nicola Musiani a Pinarella di Cervia
  • Casa Roggero, Salvini: “Chiederemo aiuto agli italiani per le spese legali”
  • Cappellari: “Mi sono inventato l’attentato, mi scuso con tutti”
  • Milano, difesa agente arrestato: “Accuse respinte, chiesti i domiciliari”
  • Crans-Montana: videocall al posto dell’obbligo di firma per i Moretti
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming